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Giu 02 2010

Dell’arte di disporre i libri [12]

Sì, autori del Novecento italiano ne ho molti. Tanto che per tenerli a bada sui miei scaffali ho dovuto inserire una variante nel mio metodo di catalogazione: li ho divisi in viventi e trapassati. È una distinzione inevitabile, perché tenere insieme Achille Campanile e Andrea Camilleri, per dire, non avrebbe magari senso.
Fatto sta che ogni tanto mi tocca procedere alla inumazione di un autore di cui apprendo la scomparsa. Allora procedo a spostare i libri del summenzionato verso gli scaffali dedicati ai deceduti. Insomma, mi si libera del posto qui e mi si ingolfa là. Mi rendo conto che la faccenda è un pochino macabra. La cosa bella, se vogliamo, è che lo scaffale dei trapassati dà luogo a quello dei viventi senza soluzione di continuità. Un modo per riconoscersi, per darsi la mano, nel solco della continuità. Per capirci: Ammaniti ha alle spalle Paolo Volponi che lo tampina a tal punto che il Niccolò cerca di avvicinarsi il più possibile alle “Dolcezze del rancore” di Alessandro Banda. Ma a proposito di scaffali mi viene in mente che la mia biblioteca ha un trucchetto di cui vado particolarmente fiero, visto che l’ho imposto al mobiliere. Di questo alla prossima puntata. Nel video, la libreria MYDNA, progettata dal designer messicano Joel Escalona.


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