Dell’arte di disporre i libri [8]

L’ordine per collana mi stancò abbastanza presto. Mi ero ripromesso che, una volta in una casa tutta mia, avrei potuto finalmente dar vita alla biblioteca perfetta, ordinata, sicura, di quelle che ti basta pronunciare il titolo, o l’autore, e il libro sta proprio dove deve stare. Magari fosse così facile. A quel tempo ho cominciato a sistemare i libri per argomento, storia di qua, filosofia di là, scienze umane per conto loro… Solo che saltava sempre fuori qualche libro eccentrico e plurale, che mi provocava. Ci sono autori che sembra facciano apposta a mettere in croce qualsivoglia criterio. Quei libri li mettevo in un angolo, in attesa di capire quale ne fosse la prevalenza. A quel punto mi venne fuori una mania pericolosissima: li devo non solo catalogare per argomento, mi dicevo, quello sono capaci tutti. No, io li devo catalogare per contenuto. Proprio perché i libri sono sfaccettati e vari, occorre leggerli per bene e, soprattutto, distinguere il contenuto per argomento. E allora mi procurai delle schedine, ordinate secondo voci alfabetiche e secondo il sistema decimale Dewey. Mio padre mi costruì dei bellissimi schedari in legno, li ho ancora da qualche parte, ospitano qualche scheggia di quella mia antica mania. E dentro quegli schedari presto si creò una marea di schede che si inseguivano. Una trama capace di stringere la biblioteca in una rete insieme elastica e resistente.
 

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