Dell’arte di disporre i libri [7]

Non mi ricordo l’anno, ricordo solo che ero arrivato a circa 200 libri. E i problemi non mancavano: abitavo con i miei, lo spazio era quel che era. Dove metterli e, soprattutto, come disporli? Dapprima i libri li ho distinti per collana, seguendo una fascinazione estetica. In fondo, mi dicevo, ogni collana ha qualcosa in comune, sennò che collana sarebbe? Mi sono accorto quasi subito che le collane degli editori nascono secondo un certo disegno ma subito, o quasi, piegano in mille direzioni, perdendo per strada l’antica vocazione. Per non dire di quegli editori (Adelphi, per esempio) che a quei tempi di collane ne avevano giusto due, i libri di piccolo e quelli di grande formato. Per rintracciare un libro, però, dovevo punto uno ricordarne l’editore, poi la collana o il formato, e procedere alla ricerca. Internet, ricordiamolo, era di là da venire. Anche perché, per una sorta di mania che non mi ha del tutto abbandonato, disponevo la collana per numero progressivo del volume. A 200 libri ritrovarne uno era facile, ma il assillo è facilmente intuibile: e quando saranno 500? 1000?

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