Dell’arte di disporre i libri [4]

Una “Torre di Babele” alta 25 metri e formata da circa 30 mila libri di lingue diverse. Opera dell’artista Marta Minujin a Buenos Aires nel 2011

In Brevi note sull’arte e il modo di sistemare i propri libri (1978) Perec afferma che «Ogni biblioteca risponde a una duplice esigenza, che spesso è anche una duplice mania: quella di conservare alcune cose (dei libri) e quella di sistemarle in un certo modo». Come per la scrittura, che maneggia le parole, altrettanto vale con i libri: in entrambi i casi si tratta di operare una scelta per poi procedere a una raccolta e combinazione dei vari elementi. Perec ricorda il progetto di un suo amico di arrestare la sua biblioteca a 361 libri, non uno di più, ma nemmeno uno di meno. Il numero è ovviamente e totalmente arbitrario, è un ordine qualunque, possiamo pure dire assurdo, senza logica o movente. È una regola che ha quale unico compito quello di opporsi al disordine, all’assenza di norme tipica di quegli ordini che crescono e si propagano alla come viene viene. Perec propone un ordine arbitrario per farci però capire che qualsiasi ordine è parziale, soggettivo e provvisorio. Insomma, secondo Perec una biblioteca è e sempre sarà ingestibile, in continua e incontrollabile espansione. Nessun criterio potrà mai tenerla a bada.

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3 commenti

    • Paolo G. il 17 Maggio 2010 alle 16:27
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    Bella idea la raccolta dei commenti, Claudio, mi piace.

    Per concludere la mia riflessione sull'ordinamento dei libri, che poi, in realtà, ha a che fare più con la visione di sé stessi che con la carta stampata:
    mi sono accorto, pure, che, nella mia libreria, in fondo alla coda degli ultimi titoli da me letti, stanno, leggermente discostati, gli ultimi acquisti pendenti in attesa di lettura.
    Il mio terzo ripiano è in grado, di conseguenza ed ammesso che sia possibile, di proiettare persino il futuro che mi sono scelto. Il passato sta più in alto. Sul mio comodino, invece, trovo il presente, ché, quello, per non perdersi con la testa e con i sentimenti, è meglio averlo sempre a portata di mano. 🙂

    • Claudio Calzana il 16 Maggio 2010 alle 11:34
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    Questo è l'ordine più affettuoso che ci possa essere. Una biblioteca su misura, che cambia pelle, che ti accompagna per la vita. Quando terminerò la mia piccola saga, riunirò in uno o più post i commenti dei lettori, e il tuo, Paolo, avrà una menzione speciale.

    • Paolo G. il 16 Maggio 2010 alle 11:29
    • Rispondi

    "Ieri sera ho fatto una bella scoperta. L'occhio mi scappa sulla mia piccola libreria, i volumi son meno di cento, ed il pensiero subito mi corre all'arte di disporre i libri. Io, un criterio non l'ho mai avuto, almeno così pensavo. Non sono un lettore accanito, leggo ad ondate, rare, e magari, in fila, due o tre titoli dello stesso autore. Leggo su ispirazione del momento ed in modo sicuramente disordinato.
    I libri transitano così, naturalmente, dal passaggio obbligato del comodino fino alla coda del terzo ripiano più in basso, che man mano lentamente si riempie.
    Bene, vengo al dunque: osservo lo scaffale con i volumi e riconosco, in fondo, alcune letture dell'ultimo periodo. Guardo in alto, all'inizio, sul primo ripiano e lì la folgorazione mi coglie: mi vedo riflesso, io ragazzo, poi giovane adulto e via via fino ad oggi. Ho disposto i libri, senza metodo apparente, in ordine cronologico di lettura ed ho così realizzato, inconsapevolmente, uno specchio della vita. La mia. :-)"

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