Domus

La spesona

La spesona

Scritto nel 2003 durante la guerra in Iraq, questo brevissimo racconto me l’ero proprio dimenticato. Dopo quasi vent’anni è saltato fuori ieri da uno dei mille angoli del mio computer. Sospetto che la macchina nasconda un sistema di doppi fondi e tranelli. Fatto sta che l’ho riletto e non mi dispiace. Morale, eccolo tutto per

Il pendolo

Il pendolo

Il pendolo si sa non stamai fermo, l’assetto verticale si ribella. La gente dice: oscilla! No, meglio immaginare una pupilla. Un oggetto quotidiano? La moka.

Con gli occhi bassi

Con gli occhi bassi

Con gli occhi bassi noti dettagli altrimenti muti. Quei legni non sembrano messi a caso: che siano un monito, un invito? Nel dubbio scatto, e li saluto. Se vi piace il genere, ecco qualche altra mia prova poetica.

Romanzo di atmosfere e di sorprese, questo Sorriso ne strapperà più d’uno. A chi ama sentirsi raccontare una storia e a chi, come il sottoscritto, le storie ama raccontarle. Perché, sia chiaro, una storia siffatta l’avrei raccontata più che volentieri.

Andrea Vitali
Andrea Vitali - Scrittore

Claudio Calzana dimostra di saper padroneggiare una lingua densa e ricercatissima, anche nel reinventare e far propri modi di dire della parlata lombarda. Vera rivelazione di quest’annata letteraria, Il sorriso del conte è un romanzo tanto ben scritto da far venire alla memoria le Vite di uomini non illustri del grande Giuseppe Pontiggia.

Fulvio Panzeri
Fulvio Panzeri - Famiglia Cristiana

Il sorriso del conte ha un plot denso, l'autore un talento per il narrare inteso come affabulazione.

Guido De Franceschi
Guido De Franceschi - Il Giornale

A voler andare per le scorciatoie dell’analogia si potrebbe osservare: si fa presto a dire Camilleri. Ma sarebbe ingeneroso limitarsi a dire che Claudio Calzana regge il confronto. Esperia non è solo il racconto di una sfida ma la suggestiva fotografia di un'epoca.

Santi Urso
Santi Urso - Corriere della Sera

... sono le parole, con la loro espressività sonora, a condurre la narrazione, a rendere con brevi, fulminanti sequenze, tutta una scena, tutto un sentimento e, non raramente, a suscitare, con un sobbalzo linguistico, un’autentica risata.

Maria Tosca Finazzi
Maria Tosca Finazzi - L'Eco di Bergamo

In Esperia Calzana ha avuto un'idea divertente e soprattutto l'ha sviluppata con gusto, così che il matrimonio tra l'epopea del colonnello e del Wild West Show e il piccolo circo dei bergamaschi ne esce perfetto.

Marco Neirotti
Marco Neirotti - Tuttolibri

C’è nei tuoi romanzi qualcosa di Gadda: uno stile italico, una certa forma barocca del periodo, l’uso del dialetto e dei dialettismi, l’uso dell’articolo di fronte ai nomi propri, ma soprattutto una magnifica ironia.

Silvano Petrosino
Silvano Petrosino - Filosofo

Una prosa ragionata, frutto certo di un preciso lavoro di lima e di ricerca. La cantante è un romanzo piacevole e divertente: leggero, sì, ma in senso quasi calviniano.

Lisa Oppici
Lisa Oppici - La Gazzetta di Parma

.... quel che colpisce di Calzana è la scrittura: uno stile personale, senza sbavature, mai pomposo, semmai lieve, spiritoso.

Claudia Gualdana
Claudia Gualdana - Libero

Claudio Calzana è uno scrittore che diverte, perché scrive come parla. Lo stai ad ascoltare come si faceva con Piero Chiara, perché gira e rigira le storie son le stesse, fatte di uomini e situazioni, invenzioni per rendere meno amara la vita.

Mario Chiodetti
Mario Chiodetti - La Provincia di Varese

Ho appena finito di leggere Lux e devo confessarti che in questo periodo il momento più bello della giornata era quando andavo a letto e sapevo di ritrovare i miei vecchi amici e continuare a divertirmi con loro…

Bruno Bozzetto
Bruno Bozzetto - Cartoonist

Questo Lux appassiona, intriga, ed è ben congegnato. Calzana mette sulla scena della carta dei protagonisti di provincia che non sfigurerebbero tra i “soliti ignoti” di Mario Monicelli.

Gian Paolo Serino
Gian Paolo Serino - La Provincia di Como

Uno stile che è «già» il libro: ironico e fulminante, giocato su un registro linguistico apparentemente «popolare», che in realtà è frutto di una scrittura meditata e ben controllata, capace di rendere l’immediatezza della parlata lombarda senza perdere mai in lucidità.

Elena Maffioletti
Elena Maffioletti - Scrittrice

Nessuno aveva mai raccontato la scuola dando la parola a chi la vive in prima persona, gli studenti. Gli anni e i giorni è una fotografia, affettuosa e reale, della scuola come esperienza e fetta importante di vita.

Simona Spaventa
Simona Spaventa - Repubblica Milano

Come richiesto dal cliente, abbiamo realizzato un sondaggio per determinare quale fosse il personaggio preferito de Il sorriso del conte. Partiamo dall’affluenza: hanno votato 69 lettori, praticamente tutti i lettori del libro, che secondo nostra proiezione non possono essere più di 81...

Nando Pagnoncelli
Nando Pagnoncelli - Presidente Ipsos Italia
Da Monteverdi al Pange Lingua

Da Monteverdi al Pange Lingua

Poiché richiedi ai tuoi lettori un commento sull’omelia tenuta dal personaggio don Previtali in occasione del rito funebre dell’amico e protagonista conte Angelo Salani, in articulo mortis subridens, allora provo a corrisponderti per differenza sbilenca con il ricordo di un’autentica omelia, pronunciata una quindicina di anni fa in occasione della morte della sorella maggiore di mia

Maggio

Maggio

Mi son detto che per dare il benvenuto a Maggio ci voleva una poesia di Heine. Poesia musicata da Schumann nel suo Dichterliebe, ovvero L’amore del poeta, composto nel 1840. Il pianoforte si mette al servizio del testo, insieme semplicissimo e struggente; la voce di Fischer-Dieskau rende a perfezione l’incanto e l’emozione. Im wunderschönen Monat

Omelia

Omelia

Ogni scrittore lo sa bene: alcuni argomenti sono molto complicati da trattare, a volte persino impossibili. Come potete immaginare, ciascun autore ha il suo punto debole e spinoso. Omelia, decimo capitolo della seconda parte de Il sorriso del conte, è stato complicatissimo da portare a termine: dovevo immedesimarmi in un prete, e già qui ci

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  • Da Monteverdi al Pange Lingua
  • Maggio
  • Omelia
  • Se si può dire Pasqua...
  • E se Manzoni...
  • 7 parole in America? Non ci credo!
  • Il granitico Tex
  • L'invisibile
  • Aprile
  • Antonia Ponti, una vita per le donne
  • Elogio dei padri
  • Il cielo, in cielo
  • Le sette vite della scuola
  • L'effetto sorpresa
  • Ancora Stefano Minossi
  • Pasolini, finalmente
  • Marzo
  • Desiderio? Willy il coyote la sa lunga
  • Per i nostri fratelli in Ucraina
  • Bolchi, la prima figurina Panini
  • Luigi Meneghello, il flâneur statico
  • La nostalgia del cielo
  • Il Gruppo Falchi
  • E qui viene il bullo
  • Febbraio
  • Minossi, il primo bergamasco in volo
  • Giovanni Raboni, il re-censore
  • Gennaio
  • Giorgio Caproni, lo specchio d'Enea
  • Esperia in ambulatorio
  • Prologo poetico al 2022
  • Gli auguri in musica di Marco V. Burder
  • Natività
  • In ricordo di Luciano Parinetto
  • Il libro dipinto
  • Benvenuto Very peri
  • Falotico
  • I racconti e la colonna sonora
  • La cifra poetica di Antonia Pozzi
  • Torneo letterario, racconti e premi
  • Torneo letterario, stasera si premia a Capriolo
  • Sette parole non bastano per dire grazie
  • Sette parole, il logo!
  • Sette note in avibus
  • Se scrivi da Waitangi, vinci di sicuro
  • Maschi e macachi
  • La mia prima quercia
  • E dateci dentro con le lance smussate
  • Mario Tobino, una giornata con Dufenne
  • L’Utopia di Firpo e il Cavaliere
  • A domande rispondo
  • Sette parole per un racconto
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  • Un passo avanti
  • Grazie, Fulvio
  • Letteratura per la Giustizia
  • Quella sera di mezza estate
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  • Raffaello, il genio e i suoi maestri
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  • Semafori gay? Anche no, dai
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  • Cartoline, che passione!
  • Succede oggi a Bergamo
  • La scuola narrata
  • Maugham, la writing machine
  • Pellerossa tra storia e mito
  • L'orizzonte mobile di Daniele Del Giudice
  • Respirare bene, vivere meglio
  • Leggere come terapia
  • Sul cocuzzolo della montagna
  • Gli illibrati
  • Luglio, diamo i numeri (del sito)
  • Auguri, Elsa
  • Roberto Calasso, Bobi e Memè
  • Un frate bergamasco in Amazzonia
  • In memoria di Guido Gozzano
  • Calasso e Magris su Robert Walser
  • Una collana di rose in su la cima
  • Giallo, la forza di un colore
  • L'uomo che rovinava i sabati
  • La penna è il sismografo del cuore
  • Per i nostri fratelli Tedeschi
  • Le carte del Tumiati
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  • Addio, scuola
  • Carlo, Indro e una Voce
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