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Postilla sulla Trilogia

Postilla sulla Trilogia

Al termine delle tre opere considerate (Esperia, Lux, La cantante), mi son chiesto se, intese come un unico corpus, mostrino più ombre o più luci.— L’ombra prevale se le penso “come se” le avessi scritte io; infatti, essendo l’identificazione (coi personaggi e soprattutto con l’autore) il minimo requisito di chi legge da dilettante, ammetto che

Luglio

Luglio

A fine luglio quando da sotto le pergole di un bar di San Siro tra cancellate e fornici si intravede un qualche spicchio dello stadio assolato quando trasecola il gran catino vuoto a specchio del tempo sperperato e pare che proprio lì venga a morire un anno e non si sa che altro un altro

Nel periplo delle Mura

Nel periplo delle Mura

Marco V. Burder conclude con l’analisi de La cantante la riflessione sui miei quattro romanzi. Anzi no: ha previsto anche una postilla, a breve su questi schermi. La differenza tra uno scrittore e un narratore l’ha definita in modo appropriato Walter Benjamin, a proposito di Leskov, da lui interpretato come autentico narratore. Scrittore è chi

Romanzo di atmosfere e di sorprese, questo Sorriso ne strapperà più d’uno. A chi ama sentirsi raccontare una storia e a chi, come il sottoscritto, le storie ama raccontarle. Perché, sia chiaro, una storia siffatta l’avrei raccontata più che volentieri.

Andrea Vitali
Andrea Vitali - Scrittore

Claudio Calzana dimostra di saper padroneggiare una lingua densa e ricercatissima, anche nel reinventare e far propri modi di dire della parlata lombarda. Vera rivelazione di quest’annata letteraria, Il sorriso del conte è un romanzo tanto ben scritto da far venire alla memoria le Vite di uomini non illustri del grande Giuseppe Pontiggia.

Fulvio Panzeri
Fulvio Panzeri - Famiglia Cristiana

Il sorriso del conte ha un plot denso, l'autore un talento per il narrare inteso come affabulazione.

Guido De Franceschi
Guido De Franceschi - Il Giornale

A voler andare per le scorciatoie dell’analogia si potrebbe osservare: si fa presto a dire Camilleri. Ma sarebbe ingeneroso limitarsi a dire che Claudio Calzana regge il confronto. Esperia non è solo il racconto di una sfida ma la suggestiva fotografia di un'epoca.

Santi Urso
Santi Urso - Corriere della Sera

... sono le parole, con la loro espressività sonora, a condurre la narrazione, a rendere con brevi, fulminanti sequenze, tutta una scena, tutto un sentimento e, non raramente, a suscitare, con un sobbalzo linguistico, un’autentica risata.

Maria Tosca Finazzi
Maria Tosca Finazzi - L'Eco di Bergamo

In Esperia Calzana ha avuto un'idea divertente e soprattutto l'ha sviluppata con gusto, così che il matrimonio tra l'epopea del colonnello e del Wild West Show e il piccolo circo dei bergamaschi ne esce perfetto.

Marco Neirotti
Marco Neirotti - Tuttolibri

C’è nei tuoi romanzi qualcosa di Gadda: uno stile italico, una certa forma barocca del periodo, l’uso del dialetto e dei dialettismi, l’uso dell’articolo di fronte ai nomi propri, ma soprattutto una magnifica ironia.

Silvano Petrosino
Silvano Petrosino - Filosofo

Una prosa ragionata, frutto certo di un preciso lavoro di lima e di ricerca. La cantante è un romanzo piacevole e divertente: leggero, sì, ma in senso quasi calviniano.

Lisa Oppici
Lisa Oppici - La Gazzetta di Parma

.... quel che colpisce di Calzana è la scrittura: uno stile personale, senza sbavature, mai pomposo, semmai lieve, spiritoso.

Claudia Gualdana
Claudia Gualdana - Libero

Claudio Calzana è uno scrittore che diverte, perché scrive come parla. Lo stai ad ascoltare come si faceva con Piero Chiara, perché gira e rigira le storie son le stesse, fatte di uomini e situazioni, invenzioni per rendere meno amara la vita.

Mario Chiodetti
Mario Chiodetti - La Provincia di Varese

Ho appena finito di leggere Lux e devo confessarti che in questo periodo il momento più bello della giornata era quando andavo a letto e sapevo di ritrovare i miei vecchi amici e continuare a divertirmi con loro…

Bruno Bozzetto
Bruno Bozzetto - Cartoonist

Questo Lux appassiona, intriga, ed è ben congegnato. Calzana mette sulla scena della carta dei protagonisti di provincia che non sfigurerebbero tra i “soliti ignoti” di Mario Monicelli.

Gian Paolo Serino
Gian Paolo Serino - La Provincia di Como

Uno stile che è «già» il libro: ironico e fulminante, giocato su un registro linguistico apparentemente «popolare», che in realtà è frutto di una scrittura meditata e ben controllata, capace di rendere l’immediatezza della parlata lombarda senza perdere mai in lucidità.

Elena Maffioletti
Elena Maffioletti - Scrittrice

Nessuno aveva mai raccontato la scuola dando la parola a chi la vive in prima persona, gli studenti. Gli anni e i giorni è una fotografia, affettuosa e reale, della scuola come esperienza e fetta importante di vita.

Simona Spaventa
Simona Spaventa - Repubblica Milano

Come richiesto dal cliente, abbiamo realizzato un sondaggio per determinare quale fosse il personaggio preferito de Il sorriso del conte. Partiamo dall’affluenza: hanno votato 69 lettori, praticamente tutti i lettori del libro, che secondo nostra proiezione non possono essere più di 81...

Nando Pagnoncelli
Nando Pagnoncelli - Presidente Ipsos Italia
De l’amour

De l’amour

Per la rubrica “sette camicie”, ovvero quali testi mi sono costati più fatica, ecco un brano del mio terzo romanzo, Lux. Qui una fanciulla, Esperia, si rivolge a Spiridione Curnis – che già dal nome avete capito che magari non era il più adatto – per capire quel che le si agita dalle parti del

La notte prima degli esami

La notte prima degli esami

Sono poche le canzoni dedicate alla scuola, quelle italiane si possono contare sulle dita di una mano, a partire dalla Seconda B di Mario Tessuto, quella scritta in onore di Lisa dagli occhi blu. Qualcosa in più anima il panorama anglosassone, sul resto del mondo non mi esprimo per mancanza di dati. E son qui

Nella spelonca del sinemà

Nella spelonca del sinemà

Non c’è due senza tre. Marco V. Burder qui si occupa del mio Lux. Non anticipo niente, se non che un commento critico così articolato non capita mica tutti i giorni. Anche in questo secondo romanzo della trilogia orobica (e terzo della produzione dell’autore), lo specifico folclore linguistico si conferma con evidenza da autentico protagonista,

  • Postilla sulla Trilogia
  • Luglio
  • Nel periplo delle Mura
  • De l'amour
  • La notte prima degli esami
  • Nella spelonca del sinemà
  • Willie Davenport, signori!
  • In camporella
  • Nella provincia meccanica
  • Paesaggio latente
  • Nella marca del conte
  • Giugno
  • Al Gambrinus
  • Due premi, una misura
  • Sette parole made in Usa, i vincitori
  • La spesona
  • Il pendolo
  • Con gli occhi bassi
  • Da Monteverdi al Pange Lingua
  • Maggio
  • Omelia
  • Se si può dire Pasqua...
  • E se Manzoni...
  • 7 parole in America? Non ci credo!
  • Il granitico Tex
  • L'invisibile
  • Aprile
  • Antonia Ponti, una vita per le donne
  • Elogio dei padri
  • Il cielo, in cielo
  • Le sette vite della scuola
  • L'effetto sorpresa
  • Ancora Stefano Minossi
  • Pasolini, finalmente
  • Marzo
  • Desiderio? Willy il coyote la sa lunga
  • Per i nostri fratelli in Ucraina
  • Bolchi, la prima figurina Panini
  • Luigi Meneghello, il flâneur statico
  • La nostalgia del cielo
  • Il Gruppo Falchi
  • E qui viene il bullo
  • Febbraio
  • Minossi, il primo bergamasco in volo
  • Giovanni Raboni, il re-censore
  • Gennaio
  • Giorgio Caproni, lo specchio d'Enea
  • Esperia in ambulatorio
  • Prologo poetico al 2022
  • Gli auguri in musica di Marco V. Burder
  • Natività
  • In ricordo di Luciano Parinetto
  • Il libro dipinto
  • Benvenuto Very peri
  • Falotico
  • I racconti e la colonna sonora
  • La cifra poetica di Antonia Pozzi
  • Torneo letterario, racconti e premi
  • Torneo letterario, stasera si premia a Capriolo
  • Sette parole non bastano per dire grazie
  • Sette parole, il logo!
  • Sette note in avibus
  • Se scrivi da Waitangi, vinci di sicuro
  • Maschi e macachi
  • La mia prima quercia
  • E dateci dentro con le lance smussate
  • Mario Tobino, una giornata con Dufenne
  • L’Utopia di Firpo e il Cavaliere
  • A domande rispondo
  • Sette parole per un racconto
  • Teniamoci in contatto
  • Un passo avanti
  • Grazie, Fulvio
  • Letteratura per la Giustizia
  • Quella sera di mezza estate
  • Santi librai
  • Raffaello, il genio e i suoi maestri
  • Le virtù dei docenti
  • Vizi capitali dei docenti
  • Quando un Santo non basta
  • Semafori gay? Anche no, dai
  • Auguri, Giuni
  • Cartoline, che passione!
  • Succede oggi a Bergamo
  • La scuola narrata
  • Maugham, la writing machine
  • Pellerossa tra storia e mito
  • L'orizzonte mobile di Daniele Del Giudice
  • Respirare bene, vivere meglio
  • Leggere come terapia
  • Sul cocuzzolo della montagna
  • Gli illibrati
  • Luglio, diamo i numeri (del sito)
  • Auguri, Elsa
  • Roberto Calasso, Bobi e Memè
  • Un frate bergamasco in Amazzonia
  • In memoria di Guido Gozzano
  • Calasso e Magris su Robert Walser
  • Una collana di rose in su la cima
  • Giallo, la forza di un colore
  • L'uomo che rovinava i sabati
  • La penna è il sismografo del cuore
  • Per i nostri fratelli Tedeschi
  • Le carte del Tumiati
  • Il gioco dei fagioli
  • Uragani di inizio Novecento
  • Addio, scuola
  • Carlo, Indro e una Voce
  • L'indignazione? Mi ha stufato
  • Sette poeti in riva al mare
  • Good news, bad news
  • In ginocchio, suvvia
  • La letteratura la sa lunga
  • Re Carlo, Fantozzi e Buffalo Bill
  • Tutto nuovo!
  • Da Pippo a Popper
  • Pòta
  • Il faggio del Piancone
  • colonna continua
  • La cravatta perfetta

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