Pietro e la metrica

Bello il libro, mi è piaciuto. Non ho fatto fatica a ritrovare il marchio di quell’ironia leggera e tagliente al tempo stesso, che ricordo sempre. Ho trovato particolarmente spassose certe frasi in bocca ai vari personaggi, quelle fatte di mezze parole, a metà fra il sottinteso e la gaffe… Ancora più divertenti quando ne fai la “parafrasi”… Bravo Claudio.
PS: un solo dubbio, a margine. Ma la citazione della Gerusalemme Liberata è liberamente tratta? Sono stato a scervellarmi sulla metrica…
Ciao, Pietro

Un ex alunno, Pietro Brevi, mi manda queste belle parole sul mio romanzo. Nel ringraziarlo di cuore, mi viene una considerazione: ma dove lo trovi un ingegnere che sta lì a scervellarsi sulla metrica? Potenza del Liceo Classico, che certe cose te le imprime a fuoco. E il dubbio di Pietro? Ecco il brano del Tasso da cui ho tratto la citazione nel mio romanzo.
“Vivrò fra i miei tormenti e le mie cure,
mie giuste furie, forsennato, errante;
paventarò l’ombre solinghe e scure
che ‘l primo error mi recheranno inante,
e del sol che scoprì le mie sventure,
a schivo ed in orrore avrò il sembiante.
Temerò me medesmo; e da me stesso
sempre fuggendo, avrò me sempre appresso”.
Siamo nella Gerusalemme Liberata, appunto, Canto XII, 77. Ricordo che, mentre scrivevo quel capitolo, mi venne in mente di cercare un brano del Tasso per colorare la scena. Il Tasso perché è il poeta dei sentimenti e delle emozioni. Sei libero di non crederci, Pietro, ma aprii il libro a caso e mi saltò fuori proprio questa pagina, e gli occhi incontrarono proprio a questo brano su misura per il conte. Magia della scrittura, fortuito caso, o congiunzione astrale? Allego un meraviglioso brano di Monteverdi l’incipit del combattimento tra Tancredi e Clorinda.
[ccalz]

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11 commenti

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    • Claudio Calzana il 23 Agosto 2010 alle 17:01
    • Rispondi

    Si tratta di capire se ti pare d'essere più libero di o libero da. O sei di quelli che non si contentano mai, nel qual caso magari dovremmo aggiungere tutte le congiunzioni, ovvero la famosa filastrocca "di a da in con su per tra fra".

    • Alessandro il 23 Agosto 2010 alle 16:25
    • Rispondi

    accidenti ma qui si disserta pure dell'identità di Eulero…e io che alla veneranda età di 37 anni mi ritrovo spesso ad elucubrare sulla mia..io non sono nè ingegnere nè umanista, mi piace definirmi libero pensatore, libero non so da cosa, sicuramente non dalla vanità dei miei pensieri.

    • Alessandro il 23 Agosto 2010 alle 16:10
    • Rispondi

    mi son perso questa bella discussione…Gadda…una chimera…

    • Claudio Calzana il 25 Maggio 2010 alle 14:12
    • Rispondi

    Propendo per la spanna sopra, senza dubbio alcuno.

    • Anonymous il 24 Maggio 2010 alle 22:55
    • Rispondi

    Bello questo dibattito, è uscito bene. Non pensavo di scatenare riflessioni tanto seriose, né di scomodare personaggi tanto illustri. Dico questo: è un peccato che la cultura tecnica venga spesso relegata a conoscenza di serie B. Vi assicuro che all'origine dei risvolti pratici (magari, lo ammetto, a volte un po' più noiosi), ci sono spunti di pensiero degni del più profondo rispetto. Un esempio non celebre, credo: al cimitero di bergamo ho travato per caso una lapide con un epitaffio che mi ha colpito. E' quello di una suora, una persona di religione. Recita: e^(i*pi)+1=0. E' la formula che lega tra loro, quasi miracolosamente, i 7 concetti fondativi di tutta la matematica classica. Mi domandavo se la tipa fosse una svitata totale o se invece non fosse una spanna sopra tante altre consorelle…

    • Claudio Calzana il 22 Maggio 2010 alle 15:34
    • Rispondi

    A proposito di ingegneri: pensate a Gadda, metà ingegnere, metà filosofo (Leibniz) e scrittore intero.

    • Paolo G. il 22 Maggio 2010 alle 15:34
    • Rispondi

    Io non credo, Pietro, che sia una questione di schieramenti, ingegneri versus umanisti. Perché poi qualunque sia il metodo, misura degli uni o fantasia (?) degli altri, si scopre sempre che c'è sempre qualcosa che non funziona. 🙂

    • Claudio Calzana il 22 Maggio 2010 alle 15:26
    • Rispondi

    Chiariamo: Pietro ha fatto lo scientifico, ma quale classico? Si vede che mentre scrivevo ero fuori fase, mah. Quanto agli ingegneri: il mio non è pregiudizio, ma solo statistica, ovvero luogo comune. Non sarebbe male, peraltro, narrare le deviazioni occorse a chi, avendo studiato questo, si trova nonsisacome a fare quello, e farlo bene.

    • Anonymous il 21 Maggio 2010 alle 21:14
    • Rispondi

    Aaahhhh, ma allora mi tocca proprio rispondere anche qui! Comincio a divertirmi… 😀
    Va beh, dai, evito; chi ha voglia legga il mio commento su FB.
    (Tra parentesi, volevo scrivere "umanistici", ma ero in preda a clic isterico per un moto di orgoglio; …perché anche gli ingegneri provano emozioni…)
    🙂
    Ciao a tutti. Pietro

    • Claudio Calzana il 21 Maggio 2010 alle 09:38
    • Rispondi

    Per fortuna che Massimiliano mi aiuta nella questione. Così mi scrive: "Casomai servisse, ma immagino lo sappia, si tratta di ottave in endecasillabi variabili tra a maiore e a minore, che sono la metrica canonica del poema epico italiano, nulla più.
    Arrivederci, m".

    • Paolo G. il 21 Maggio 2010 alle 09:38
    • Rispondi

    Premesso che gli endecasillabi son roba da ingegneri, a me questi sembrano normali. Così, a vista, si mostrano a posto: sono endecasillabi a manetta. 🙂
    10 ore fa ·

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