Ancora del lubecchio asserpolato

Fausto Pirandello, Padre e figlio

Ieri ho pubblicato un pezzo utilizzando parole desuete tratte da «Il fu Mattia Pascal» di Luigi Pirandello. Praticamente ho combinato un bel centone. Ma veniamo al testo: «Stando alle mosse del lubecchio, la bronzina arrangolava, rinzelandosi in un arruffio cempennante e asserpolato». Traduzione possibile, anzi diciamo pure necessaria: «Seguendo passo passo la ruota dell’ingranaggio, il cuscinetto emetteva un lamento affannoso, infiammandosi in un disordine traballante e attorcigliato».

Stare alle mosse vien dagli scacchi, significa andar dietro, imitare le mosse altrui. Il lubecchio per l’appunto è la ruota degli ingranaggi. La bronzina nei motori è il cuscinetto radente. Arrangolare sta per parlare con voce affannosa e rauca. Rinzelarsi significa infiammarsi, infervorarsi. Arruffio sta per caos, ne ho già parlato da queste colonne. Cempennare sta per incespicare. Asserpolato significa piegato come una serpe.

Domanda: in quanto dimenticate da tempo e fuor di conio, a vostro giodizio queste belle espressioni non vanno tolte con cura dall’oblio? Io qui mi sento archeologo, e mi piace mostrar certi tesori.
 

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