Al Louvre con una prostituta

Mario Cresci, Baudelaire

«Tutti gli imbecilli della borghesia che pronunciano continuamente le parole: immorale, immoralità, moralità nell’arte e altre bestialità mi fanno pensare a Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre, dove non era mai stata, si mise ad arrossire, a coprirsi la faccia, e tirandomi a ogni momento per la manica, mi domandava davanti alle statue e ai quadri immortali come si potesse esporre pubblicamente simili indecenze». Charles Baudelaire (1821-1867), «Il mio cuore messo a nudo» (postumo).

A Parigi – e dove sennò? – si trova un albergo con le stanze dedicate agli scrittori più noti. Fin dal nome, Le Pavillon des Lettres, richiama Baudelaire.

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