Ribobolo?

James Perry, Serendipity (2012)

Se ne incontrano eccome di parole sante in quel castello d’energia ch’è la prosa del Gadda. Ti vien voglia di imitarla, quando leggi, così ti perdi e non sai più ove ristai. Insomma, ribobolo, che mai è costui? Par sia motto, proverbio arguto, breve ed efficace, vivace e pungente. Ecco come discende il maestro in “Eros e Priapo”: “Ché te t’hai a ritenere un prencipio: gli impulsi creatori e determinatori di storia grossa e’ si immettono in nel miracolato suo deflusso per «quanti di energia», e non già in un apporto continovo. La storia grossa conosce le sue paludi, le more de’ sua processi, i ritorni, i riboboli inani, le stanche pause”. Un ribobolo inane a quanto pare è un motto senza uscita, come certi viottoli che poi non riesci a venirne a capo. Ma sentite il Manzoni, come se ne esce: “Il buon Goldoni introduce nella sua commedia, il ‘Tasso’, un personaggio che vuol rendere ridicolo, facendogli lardellare il discorso di riboboli”. No, dico, avete inteso? “Lardellare il discorso”, che poi sarebbe l’operazione di chi, dovendo cucinare una carne magari magra e sospirosa, l’arricchisce di lardo, per conferire gusto e tenore. E già che ci siamo, di sapore in suono, ecco di nuovo il Carlo Emilio, l’ingegnere: “Spuntò l’alba della dimane, e tutte le trombette dell’ospedale, suonarono tutto quello che c’era da suonare… Ogni celebrazione od operazione, od atto od fatto, entrata od uscita, salita o discesa, ingestione od emissione, liquido o solido, o così così, tutto aveva il suo ribobolo particolare in canna di trombetta, in cima o in fondo di scala”. Averne di riboboli siffatti…
 

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2 commenti

  1. Proprio hosì, harissimo….

    • Beppis il 22 Aprile 2013 alle 15:39
    • Rispondi

    RIBOBOLO.. ma dai… pare sia frequente nella parlata toscHana…
    Bene bene…

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