Enzo e l’Istat

Enzo il libraio interviene sul tema lettori di libri in Italia a partire dalla ricerca realizzata da Istat. E lo fa a modo suo, ovvero con competenza, chiarendo e precisando i termini della vicenda che ci riguarda tutti.  A proposito: volete dare un’occhiata al mio commento ai dati di lettura del 2010? Eccolo. Grazie, Enzo, a presto. [ccalz]

Come sempre le letture dei dati ISTAT sono difficili da interpretare. Nel nostro caso emerge che il 46,8% della popolazione sopra i sei anni ha dichiarato di aver letto almeno un libro (lettori occasionali) per piacere (quindi non per motivi scolastici o di lavoro) nell’ultimo anno; nel 2009 tale percentuale era del 45,1%. E questo è l’unico dato positivo. Mentre il 44,3% della popolazione ha dichiarato di aver letto fino a tre libri (vengono chiamati lettori deboli; nel 2009 erano il 44,3%) mentre solo il 15,1% ne ha letti dodici (sono i lettori forti) o di più (nel 2009 erano il 15,1%). Questi ultimi dati sono abbastanza in linea con gli anni precedenti. Che dire? Molte agenzie hanno titolato “Gli italiani leggono di più”. Lascio a voi capire se questa chiave di lettura è quella corretta. In realtà siamo ancora tra gli ultimi in Europa. A questo punto, per “tirar su il morale” provate a contare quanti libri avete letto negli ultimi 12 mesi e trovate la vostra “taglia” di lettori. Sono sicuro che nessun frequentatore del sito di Claudio sia un lettore occasionale. Intanto aspettiamo il report 2012.

 

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