Telecomando intelligente

Un telecomando schermato per evidenziare soltanto le funzioni essenziali può sembrare un gioco o poco più. Invece io lo considero una intelligente provocazione, per non dire un’opera d’arte. Mi spiego con una domanda: quali dovrebbero essere i plus di un sano prodotto tecnologico? Anzitutto deve essere facile da usare e semplice da capire, nel senso della usabilità. Insomma, non ci deve essere bisogno di libretti di istruzioni. E qule sarà la tecnologia vincente? Quella invisibile e diffusa, oltre che utile, direi: il computer deve-dovrà scomparire a vantaggio di oggetti con annesso chip, nel segno della semplificazione e della convergenza. Altra domanda: ma perché prodotti di questo tipo stentano ad apparire? Due motivi, credo, che si risolvono in uno solo: gli ingegneri, i progettisti inseguono le regole sempre più complicate, bislacche e barocche di un mercato teso a moltiplicare i prodotti invece che a ridurne numero e presenza. Morale, una domanda, anzi due: quanti telecomandi avete in casa? Il portatelecomandi, sempre più presente in tante case, non è forse la prova della sconfitta della tecnologia? Nel senso che in una casa un telecomando dovrebbe comandare, se non tutto, almeno molto.

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2 commenti

    • Claudio Calzana il 30 Novembre 2009 alle 11:13
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    La tua provocazione ha senso, Anna. La metto così: in generale (leggi mondo) la situazione è quella che ho cercato di descrivere io; in particolare (leggi Italia) è quella che hai descritto tu. Quanto ai televisori, con l'avvento del terrestre altro che caravanserraglio. Sarà un delirio di canali, l'offerta si frazionerà in mille rivoli, il target pubblicitario a ruota, centinaia di canali che predicheranno in una sorta di deserto dell'audience. A me sfugge il motivo, ovvero mi tocca proprio pensare male.

    • Anonymous il 30 Novembre 2009 alle 11:12
    • Rispondi

    In casa ho 1 telecomando e 2 televisioni: ce ne fosse una fatta in grazia di Dio, tra parentesi.
    La prima, una roba da cucina (non so quanti pollici abbia) apparteneva a mia nonna sebbene per l'epoca fosse una novità. Aveva un telecomando che ho rotto, come d'altronde tutti i telecomandi passati tra le mie mani.
    A tal proposito, sono convinta che Newton abbia scoperto la forza di gravità attraverso la caduta libera di un telecomando.
    Torniamo a noi.
    Dicevo, la tv non ha un telecomando, ha perso i canali ed è in bianco e nero. … Mostra tutto
    Quell'altra, di tv, quella che sta in sala, è più figa ma solo apparentemente.
    Ha il telecomando, è a colori, è un 16:9 (non è necessariamente un pregio), però. C'è un però. Devi accenderla 20 minuti prima di vedere il programma desiderato perché si accende e si spegne da sola finché non si riscalda.
    Insomma, le tv a casa mia non sono proprio il pezzo forte della collezione.
    Contiamo di aggiornarci con il digitale ma saremmo rimasti volentieri nella nostra ignoranza.

    Ad ogni modo, sull'usabilità sono d'accordo, tuttavia, rispondo con una provocazione.
    Pur consapevole che le tecnologie bombardano il mondo civilizzato in misura pressoché eguale, mi sembra che l'orgia tecnologica sia tipica di quel caravanserraglio che risponde al nome di Italia.
    Siamo noi gli esauriti del 3×2 all'Unieuro, quelli che hanno la casa peggio di Bill Gates, quelli che "fa fico" avere il Blackberry anche se non sai leggere le istruzioni.
    In Italia la tecnologia fa status, e quindi viene usata in modo pacchiano, in molti altri paesi invece è semplicemente UTILE!
    Anna Desiderio

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