Razzente

A parer mio, è una delle espressioni più affascinanti – e misteriose – di tutta la lingua italiana. Razzente, significa frizzante e viene riferito prevalentemente al vino. Per estensione, racchiude tutto ciò che ha un aroma profondo e penetrante; ma migra anche in direzione meteorologica: «rovesci razzenti» (Faldella) suona assai meglio del più ovvio “pioggia battente”. Non domo, il termine da aggettivo si fa sostantivo. In Linati «il razzente dei primi disgeli» cede il passo al «verde [che] ha perdurato il razzente dell’estate». Tutto qui? Macché. Razzente indica anche persone dallo spirito beffardo, arguto e magari pure un tantino malizioso. Parola ad ampio spettro, quindi, al punto che l’immenso Gioânn Brera fu Carlo dispiegò l’aggettivo per un pedatore che di certo soverchiava la media degli onesti: «Quanto al piccolo Zola, io l’ho trovato subito razzente». Già, ma da dove deriva l’espressione? I testi che ho consultato allargano le braccia: origine incerta. In fondo ci si potrebbe contentare del suono, all’apparenza duro, ma sotto sotto spira un non so che di dolce e di speciale. Insomma, razzente risulta imprevedibile al primo incontro o assaggio, proprio come il vino o certe personcine dall’epiteto mordace, cui si adatta come un guanto. Ma siccome qui siam temerari, la buttiamo lì, felici se qualcuno ci confuterà l’impresa. Ebbene: il verbo razzare, riferito agli animali, significa grattare il suolo con le zampe anteriori, tipo il toro quando vede rosso. Razzare deriva dal longobardo razz[j]an. Razzente me lo figuro di casa da queste parti: il vino frizzante graffia il palato, il freddo becco gratta il corpo intero, i motti vivaci scalfiscono lo spirito, per tacer dell’onore. E se la mia attribuzione fosse bislacca, come temo, figlia dell’«orecchiantismo etimologico» già fustigato dal Prati: teniamoci stretto razzente e il suo meraviglioso suono, proviamo a modularlo a voce alta, di tanto in tanto, anche solo per gradire. Come tutte le parole eleganti e raffinate, o semplicemente esatte, schiude comunque mondi inediti e migliori.

Qui altre parole belle del mio repertorio.

1 Commento

  • Mario Posted 6 Aprile 2021 16:12

    Da Linati a Zola passando per Brera. Davvero niente male!

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