La telefonata di Tavecchio a Conte

L’intercettazione della telefonata tra il presidente Tavecchio e Antonio Conte è stata disposta dal Gip di Roma nell’ambito dell’inchiesta denominata in codice “Opti Pogbà l’accento non va”. 

– Pronto Conte?
– Solo un attimo presidente.
– Solo un attimo? E poi che succede?
– No, presidente, un attimo perché sono qui che…
– Ma come è già qui da me? E dirmelo subito no?
– Ma no, ero un attimo…, non potevo subito…
– Beh, se non può subito io intanto sento Zaccheroni.
– Ma adesso posso, nessun problema presidente.
– Piaciuto lo scherzetto? Dico Zaccheroni e Conte si libera. Eh eh eh [ride]
– No, guardi, Tavecchio, che Zaccheroni e Zaccheroni? O sono la prima scelta o non se ne parla neanche.
– Ma certo, Conte, prima scelta, primissima. Come il bovino adulto del macellaio sotto casa mia.
– Bovino?
– Sì, adulto. Si immagini com’è il filetto. Comunque, a proposito di carne… Senta, lei come la vede la Nazionale?
– No, scusi, presidente, cosa c’entra la carne con la Nazionale?
– No, è che in casa mia dicono “solo allevamenti italiani, niente manzo irlandese per dire”. E io concordo, ci mancherebbe altro. Comunque, siccome Prandelli ha deciso di andarsene…
– Guardi che lo so che Prandelli è in Turchia.
– Ah, bene, questo facilita le cose. Quindi, mi segua il ragionamento: con me in nazionale solo giocatori italiani, niente estero.
– Presidente, scusi, in nazionale i giocatori stranieri non possono… cioè, al limite quelli con il doppio passaporto.
– Ah, solo gli oriundi, poteva dirmelo prima. Bene, questo ci fa fare passi da gigante. Allora andiamo sul pratico. Punto uno gli armadietti.
– Arma..?
– Eh, Prandelli voleva sempre il primo a sinistra, dovunque andavamo, zac, quello era il suo…
– Zac cosa? Non si era detto che…
– Ma no, era zac per dire che… lasciamo stare, allora c’era Prandelli, poi dopo di lui tutto lo staff, ha presente quanti sono?, è che siccome gli sponsor vogliono metterci il logo sopra, non sullo staff neh, sugli armadietti dicevo, ecco, se ci sbrighiamo magari si capisce da dove cominciare.
– No, scusi presidente, ma non la seguo…
– Gli armadietti degli spogliatoi, lo sa o no che dobbiamo metterci su il logo, così quando le telecamere entrano si vede bello diritto in primo piano. Allora, siccome le tv possono andare solo nella prima stanza, che poi di là si cambiano, voglio dire, magari riprendono un giocatore in desabigliè con fuori la bana…, no voglio dire, ci capiamo che non sta bene, è diseducativo anche fare i confronti su certi argomenti, ecco, allora Prandelli fa: «Li prendo io gli armadietti dove va la tele». Ho capito, gli ho detto, ma il satellite mica vuol vedere te, con rispetto, vuole il Pirlo, il Monte Olivo, il suo bravo Buffon. Quindi, Conte, se andiamo d’accordo, e vedrà che ci andiamo, basta che il programma è giusto e noi siamo partiti con il pedale giusto lo sento, ecco, lei si prende gli armadietti della stanza due, i giocatori a ‘sto punto arrivano già belli cambiati nella stanza uno con la tv, che sul pullman si può fare.
– Fare cosa, scusi?
– Cambiarsi no! Mi segua, Conte: il pullman tiene 54 posti precisi, i giocatori sono 22 se proprio si esagera, poi vabbè c’è sto benedetto staff, che a proposito mi costa più del tecnico Vattelapesca – che non viene dall’Africa, mi raccomando niente equivoci – Vattelapesca è un cognome delle mie parti quindi siamo in oasi protetta. Quindi sul pullman i giocatori si possono cambiare, così arrivano allo stadio già belli coi braghini i tacchetti tutto quanto e gli sponsor li abbiamo sistemati. E noi li facciamo filmare negli spogliatoi, i nostri, che l’acqua minerale sta menando il torrone su ‘sta cosa.
– Scusi se la interrompo, presidente. Forse sarebbe il caso di affrontare le questioni tecniche…
– Ho capito, la lira. Tutti che pensano alla lira, anche adesso che c’è l’euro. Facciamo così: lei prendeva 3 giusto? Più i premi, vabbè quelli vediamo dopo. Tre divido per due moltiplico per uno che c’è la crisi. Uguale uno e mezzo, mi dicono, poi se lei ci sta con la storia degli armadietti ne mettono uno gli sponsor e siamo a due e mezzo tondi tondi. A ‘sto punto lei mi digerisce lo staff di Coverciano, sennò cosa gli faccio fare a quei poveretti, li paghiamo per cosa, per andare in Africa a far gli scaut? Ecco perché sono partito dagli armadietti: tutto nasce da lì: ar-ma-diet-ti. Allora, ci sta, Conte? Dai, qua la mano!
– Presidente, sono al telefono…
– Ma cosa fa ancora lì? Guardi che se non la vedo, diciamo entro, che ore sono, le due, diciamo le cinque, cascasse il mondo ‘sta mano la uso per fare il numero di Zaccheroni eh eh eh [ride]. Quello per una cosa così dal Giappone si teletrasporta, minimo.
– Arrivo appena posso, presidente, la saluto.

Tavecchio si rivolge alla sua mano:
– Tu intanto chiamalo Zaccheroni, che se questo tarda a farsi vedere deve capire che non siamo qui a far ballare le lucciole. Chiamalo tu, che poi ci parlo io. E poi figurati, lo Zac il logo se lo fa mettere anche dove dico io, altro che armadietto.

La mano destra obbedisce e chiama.
– Pronto, Zaccheroni?
– Presidente quale onore…
– Niente preamboli, andiamo al sodo.
– Bene, non chiedo di meglio…
– L’armadietto cosa facciamo?

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