Slot, che avventure!

Non sono poche le avventure che mi sono capitate dopo che ho deciso di evitare per un mese i bar con macchinette, slot et similia, come raccontavo in questo post. Dai primi riscontri sul campo, emerge ad esempio che per bere un caffè si deve camminare molto più di prima, perché molti sono i pubblici esercizi con slot. Da qui la prima conseguenza: questo mensile boicottaggio si sta rivelando utile per la salute, quanto meno in termini di movimento. Domenica l’altra, per dire, in un paese della Bassa Bergamasca il caffè l’ho trovato possibile al quarto bar, dopo circa minuti 20 di ricerca.
Due: bisogna acuire vista e sensi in genere, perché nei bar queste macchinette non sono immediatamente visibili, anche per ragioni di legge. Quindi, punto primo occorre entrare nel bar con fare sicuro, poi fare il periplo del locale, perché in alcuni casi i videopoker se ne stanno sul retro, per non dire in saletta a parte. Una volta incrociati gli oggetti in questione, il problema diventa quello di uscire in scioltezza, senza dar luogo alla consumazione. Da qui il dilemma: evidenzio la scelta o faccio come se nulla fosse? Ovvero via di predicozzo o prendo la porta e mi dileguo? Decisamente la due, nel mio caso, con il barista che ti guarda con il punto interrogativo stampato sul naso, mentre mia figlia in certe occasioni tende a ribadire, a far la predica, a contarla su tutta. Ha ragione lei, ovvio, il fatto è che io non ho tutto il suo coraggio.
 

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5 commenti

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    • Anonymous il 21 Aprile 2011 alle 23:03
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    …forse può servire da allenamento…
    (mariangela)

    • Claudio Calzana il 20 Aprile 2011 alle 15:18
    • Rispondi

    A me l'azzardo non attira, non ci trovo sugo. Mi basta la vita così com'è, ovvero l'imponderabile disgiunto dalla prova.

    • Anonymous il 20 Aprile 2011 alle 14:46
    • Rispondi

    Io, invece – insensibile golosa affamata, ancora assonnata -, persisto col mio cappuccino-schiuma-schiumosa-tetta-tiepida-della-mamma consumato nel solito bar, covo pomeridiano di maniaci delle mangiasoldi. Però, non mi sento in colpa. L'azzardo, in fondo, m'intriga? Anch'io anelo a cascate di "euri" tintinnanti? Vai a sapere…
    mariangela

    • Claudio Calzana il 19 Aprile 2011 alle 16:29
    • Rispondi

    Figlia che amplifica, padre che minimizza. Un duo comico, direi.

    • Anonymous il 18 Aprile 2011 alle 18:23
    • Rispondi

    In tutto questo mi piacerebbe vedere tua figlia questionare con baristi stupefatti del predicozzo e, forse ancor di più, di un padre rassegnato… grandissima…
    Bepz

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