Lambiccato chi?

Rispondo qui a un commento al post di ieri, commento anonimo, tanto che ne approfitto per chiedere a tutti di firmare almeno con il nome proprio, ovvero lo pseudonimo, così colloco meglio domande e risposte. Mi chiedeva Anonimo di chiarire se il termine lambiccato fosse relativo alla immagine prescelta per il tema di ieri, cioè Testori, ovvero per l’autore dell’illustrazione, il pittore Giancarlo Vitali. Per rispondere mi tocca fare un passo indietro: le immagini che scelgo per i miei post certamente hanno attinenza con gli stessi, per non dire che in alcuni casi sono elemento portante delle mie note. Per cui la tua domanda, Anonimo, è pertinente assai. Certo, poi non bisogna far scattare degli automatismi, ovvero non possiamo parlare di causa-effetto. In questo caso, per andare sul pratico, mi è venuta in mente la prosa di Testori, per non dire la sua figura tout court, che era perlomeno contraddittoria da molteplici angoli, sia pur feconda e iridescente. Da lì ai ritratti del Vitali Giancarlo il passo è breve. Notate le rughe sulla fronte, tormentata dalla mano; splendido esempio di sofferenza artistica e di perizia del maestro bellanese. Sì, perché il Giancarlo Vitali è bellanese come l’Andrea, anzi i due se ne sono inventata una nuova: la collana “i Vitali”, dove l’uno scrive e l’altro illustra. Ne approfitto per farvi gustare un altro ritratto del pittore.

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