A proposito di isometrie

Abito di Piet Mondrian

Sono ormai parecchi i post che han quale argomento prevalente le isometrie e mi rendo conto che non ho mai spiegato come si deve questo termine. Che vuol dire, che c’entra? Nel linguaggio geometrico, un’isometria è una corrispondenza tra due superfici per la quale la distanza tra due punti della prima superficie è uguale alla distanza dei punti corrispondenti della seconda. In sintesi: sul piano A ci sta un segmento che, traslato, si può trovare pari pari sul piano B. Ma non è il medesimo segmento, è per l’appunto il risultato di una traslazione, di un movimento che però conserva la distanza tra i punti, ovvero crea una corrispondenza biunivoca. Ecco, non chiedetemi perché, ma per me il termine isometria equivale a ragionamento, riflessione: perché per spiegare un problema, per comprenderlo, lo si deve portare su un altro piano, illuminarlo di luce nuova, meglio ancora cambiare paradigma e prospettiva. Insomma, la mente lavora per isometrie, o perlomeno così io nel pensier mi fingo.

Per chi ama l’avventura, ecco altre isometrie del mio repertorio. Per chi invece è curioso giusto d’una parola antica: contubernale.

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2 commenti

    • Claudio Calzana il 29 Ottobre 2010 alle 16:13
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    L'impulisività, magari anche l'intuizione. A me piace pensare che trovare corrispondenze nel mondo – altrimenti caotico, casuale – sia un buon esercizio, e non solo per spirito di simmetria.

    • Luana il 29 Ottobre 2010 alle 16:12
    • Rispondi

    …quante isometrie la nostra mente può sopportare? cosa può semplificare il ragionamento? Secondo me: l'impulsività che, benchè possa far male, perlomeno non scomoderebbe Mondrian (che tra l'altro poco apprezzo…)

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