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Gen 06 2017

Il padrone sono me

fullsizerender Finisce una guerra – e che guerra – e di lì a poco comincia una dittatura: prova te a viverci in mezzo! Roba da non capirci più niente. A meno di non essere Alfredo Panzini, grandissimo scrittore e saggista nato a Senigallia nel 1863 ma vissuto perlopiù a Roma, dove insegnava al Mamiani.
Ebbene, nel libro “Il padrone sono me” ci trovate tutto, ma proprio tutto, per capire quegli anni lì: romanzo di formazione, narrato in prima persona dal giovane Zvanì, figlio di bracciante locale, è un racconto di convivenza antica e sghemba tra classi sociali diverse, con lembi di guerra che lasciano il segno, rimescolamenti del Biennio Rosso, con il fascismo lì evidente dietro l’angolo; figure femminili da incorniciare, con particolare menzione per miss Dolly, che tutto scatena e muove, ma vogliamo mettere le madri? E poi il mare che comunque vigila e presiede l’agil opra de l’uom che pratica la terra, senza dimenticare espressioni come faldata, innacquarito, balusca, falasco. E certo spiritazzo romagnolo che esemplifico alla svelta: “Ma voi vi pensate proprio (il Signore vi dia bene, mamma!) che ci sia l’inferno il purgatorio e il paradiso come nelle ferrovie c’è la prima, la seconda e la terza classe? L’è la grande ignorantezza che avete, ché non siete andata nemmeno alle scuole”.
Direte voi; dopo tutto questo bell’elogio, ma dove lo pesco un siffatto capolavoro: io per conto mio l’ho trovato su bancarella a € 2: prima edizione, finita di stampare per i tipi di Mondadori il 1° marzo del 1922. A voi toccherà scartabellare in rete, oppure fidarvi delle mie parole. E già che ci siamo: in quegli anni lì, fine Otto inizio Novecento intendo, di autori e libri spettacolari in Italia ne sono stati pubblicati a palate. A mio parere il 90 per cento di quel che vien pubblicato oggi in italia non vale uno di questi libri preso a caso. Garantito.
 

Permalink link a questo articolo: http://www.claudiocalzana.it/2017/01/il-padrone-sono-me/

2 comments

  1. Giovanna

    ..certe “chicche” andrebbero ristampate!

    1. claudio calzana

      Hai ragione da vendere, cara Giovanna: libri così non meritano l’oblio. In verità ho visto che ne esiste un’deizione del 2000, magari è ancora disponibile. Quel che manca è un’attenzione più completa e costante swu un preiodo della nostra produzione letteraria che va oltre i giganti, intendo Pirandello, D’annunzio, Pascoli, Svevo e soci. C’è tutto un mondo pressoché sconosciuto affascinante, non mi metto a far nomi sennò la finiamo domattina….

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