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Set 02 2012

E adesso sono pure libraio!

Per uno di quei giri di valzer che la vita talvolta regala, da ieri sono responsabile di Buonastampa, libreria bergamasca che entra nel novero dei miei impegni visto che Enzo – il direttore, che saluto con affetto – va a lavorare altrove. Ora, detta così, a parte l’aggravio di responsabilità, questa potrebbe pure essere una di quelle notizie che fanno felici: i libri per me sono da sempre straordinari compagni di senso e di vita, tanto che mi sono pure messo a scriverne. Il fatto è che la libreria la conosco in quanto cliente, e poco so del meccanismo, dei delicati equilibri, del quadrare i bilanci, dei mille tecnicismi che mi aspettano al varco. A pensarci bene, una libreria somiglia a un orologio: quando ne scegliamo uno, ci fermiamo al quadrante e lo vogliamo elegante, accattivante, prezioso; pochi pensano ai meccanismi, alle molle, ai bilancieri, a quel cuore segreto e pulsante che rende vivo il congegno.
Ora, nell’assumere questo incarico con la consueta dose di ottimismo, mi sono detto che una mano me la potete dare voi, cari lettori: in quanto membri di quella santa tribù che ama ancora leggere e pensare, vi chiedo di raccontarmi la vostra libreria ideale, di farmi sapere che cosa vi fa preferire questa o quella libreria, quale elemento è per voi determinante, la vetrina piuttosto che l’assortimento, la gentilezza piuttosto che gli eventi. Ho davvero bisogno di consigli, di sapere quel che vi colpisce e convince, anche attraverso reportage dedicati a librerie in terra straniera. Dal mio blog – e da Facebook – proporrò via via le vostre idee: vi assicuro che proverò a farle mie in Buonastampa, a sperimentarle, a metterle alla prova, per poi farvi sapere come è andata. Mi raccomando, ragazzi, non lasciatemi solo…
 

Permalink link a questo articolo: http://www.claudiocalzana.it/2012/09/e-adesso-sono-pure-libraio/

13 comments

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  1. cristina

    http://www.thebookhive.co.uk/
    Questa è la mia libreria ideale, che non manco di visitare ogni volta che sono da quelle parti. Ne vale veramente la pena! Appena entri ti accoglie un grosso tavolone pieno di libri, più o meno noti, dagli argomenti più disparati. E capisci subito che quei libri sono là sopra per volere del libraio, con una logica dettata dalla sua passione per il mestiere.
    E’ confortante entrare in una libreria e trovare una nicchia di titoli “consigliati dalla libreria”. Perchè non sempre si entra con le idee chiare o con una lista, ma semplicemente con il desiderio di trovare qualcosa di particolare da leggere. Un vero e proprio “wishing well” da cui attingere i tuoi libri ideali.

    Comunque caro Claudio, per il tuo nuovo incarico, ti consiglio la visione del film “84 Charing Cross Road”. Anthony Hopkins in quel film interpreta “il Libraio” per eccellenza, quello con la “L” maiuscola!
    Buon lavoro!

  2. mariangela

    No… no… no… non voglio un wine bar, una discoteca, una ludoteca, un locale dove prendere il tè con le amiche. Non voglio una confezione di pastelli colorati, voglio gli autori in ordine alfabetico e per casa editrice. Così me li trovo da sola. Non voglio leggere a scrocco, se non l’incipit e la terza di copertina. Non voglio che qualcuno mi legga le favole o mi declami poesie per indurmi all’acquisto. E che i libri sono la caciotta del vergaro? Insomma, voglio una libreria e semplicemente una libreria! Dove gironzolare in silenzio. Sfogliare. Sentire l’umore dell’autore. Capire se il suo stile fa per me o se il suo libro lo abbandonerei a pagina 15. E manco voglio un commesso prestante che mi tallona o che ammicca. Anzi, più invisibile è, meglio è. E che una libreria è la passeggiata a mare di Cattolica?

    Poi, certo, se in libreria si organizzano incontri con gli autori, ben vengano. Magari pure con tartine, salatini, pasticcini e compagnia. Possibilmente (anche) vegetariani…

    1. Paola

      Scusa, ma dalla descrizione, pare una biblioteca più che una libreria. Comunque soddisfare le esigenze di tutti è impossibile.
      Buona serata.

  3. Il Bepi

    Ciao Claudio. Non sapevo che per lasciare commenti fosse necessario saper fare le addizioni. Se vuoi scremare i tuoi aficionados però è bene che ricorri a cose più particolari (che ne so: potenze, equazioni, algoritmi…). A mé i ma dìcc de fa 7 + 2…
    Le uniche volte che entro nelle librerie la cosa avviene per questi motivi (nell’ordine):

    1) Per vedere se vendono anche CD, magari usati (dove trovi cose sparite da tempo dalla circolazione)
    2) Per riscuotere i proventi delle vendite dei miei. Di solito esco scortato dalla Fidelitas tirando una valigia piena di contanti.
    3) Perchè mi piace l’odore della carta (pur essendo un sostenitore della teoria ecologista che sostiene che sarebbe buona cosa sparisse)
    4) Per guardare se hanno cartine aggiornate delle zone dove vado io con la moto e a piedi. E per cartine aggiornate intendo con segnate anche le mulattiere, le baite e i cani batacolosi potenzialmente pericolosi
    5) Per vedere se esiste ancora il vocabolario Greco/italiano Lorenzo Rocci che riporta ancora chicche quali: vo, fo e simili…
    6) (ma in realtà è la 1) Per vedere se la commessa è davvero così gnocca come m’è parso passando velocemente fuori
    7) Per vedere se è stato aggiornato il libro del Guinness dei Primati con altre fotografie di Robert Wadlow e dei suoi 272 cm di statura

    Sotto sotto non saprei dire se una libreria mi piace. Mi ricorda quell’aria di settembre, quando si acquistavano i libri scolastici e, alla venerdanda età di 38 anni, ancora il trauma non è evidentemente passato. Delle volte mi sogno che sono ancora al liceo e go de fa i esàm…e ga só negot de negot perchè la crapa l’è chèla de adès.
    Però sono contento che da oggi potrò entrare in una libreria, fissare negli occhi la bella commessa e dirle spavaldo: “Buongiorno. Devo parlare col Dott. Calzana!”. E tutti si apriranno come le acque davanti a Mosè…

  4. Leandro

    Ciao claudio!
    Una libreria deve saper proporre titoli suggestivi e per tutti i gusti, deve andare oltre all’ovvio e affascinare chi vi entra. Può proporre musica di sottofondo e magari una poltrona per leggere, magari anche dei miniconcerti, con tanto di bicchiere di vino offerto dalla casa! Se vuoi, posso aiutarti ad organizzarne qualcuno!

    Leandro

  5. Paola

    Ciao, Claudio. Congratulazioni!!! Visto che me lo chiedi, ti svelerò qual’è l’idea della mia libreria ideale. Suddividerei i libri per tema, ma all’interno di questa suddivisione, li disporrei per colore un po’ come i pastelli nell’astuccio – io solitamente mi lascio attrarre dall’immagine della copertina se non conosco il libro – poi, creerei una zona con tavolini e divanetti, tipo salottino, dove in date prefissate il personale leggerà parte dei libri per “stuzzicare” la curiosità e chi vorrà ascoltare potrà farlo sorseggiando un un tè con pasticcini, oppure in altre occasioni ci si può trovare per dire la propria, come se fosse un forum dal vivo. Per i più piccoli, farei una zona a parte con tanti “Momi”, fogli e colori in modo che nel loro “salottino” possono ascoltare/vedere letture animate od incontrare persone che li aiutino ad esprimersi attraverso il disegno e la scrittura. Ovviamente il personale molto gentile e professionale, magari in divisa, l’atmosfera deve essere quella di una SPA per la mente. Buona giornata.

  6. claudio calzana

    Grazie, dear, passa a trovarmi che magari mi trovi… e ti convinco a comprare il libro giusto. Ciao!

  7. filippo

    ciao claudio,se ti affidano nuovi compiti e’ perche’ sei in gamba e sicuramente porterai
    novita’.
    Io vado raramente in libreria e quando mi capita difficilmente acquisto libri perche’
    sono indeciso nella scelta.

    Mi piacerebbe che ci fosse una bella commessa :-),che mi accoglie con un sorriso e mi convincesse ad acquistare il libro del giorno,sottolineando le emozioni che potrebbe far nascere e che su un forum o un blog o altro si potesse condividere la lettura immediatamente discutendo cio’ che si legge.

    ..in bocca al lupo filippo 🙂

  8. Bruno

    Il libraio è il lavoro più bello del mondo… perché il mondo esiste per approdare a un libro… Claudio sei fortunato! In bocca al lupo per il nuovo incarico con la fondata convinzione che saprai reggere bene le sorti della Buonastampa.

    Ciao
    Bruno

    1. claudio calzana

      Grazie della fiducia, carissimo. Spero tu abbia ragione, io cercherò di mettercela tutta, anche considerando tutto il resto delle cose che devo fare.
      Ciao!
      Claudio

  9. mariangela

    Mi sono chiesta: perché da decenni vado sempre nella stessa libreria? E mi sono risposta:

    1) perché conosco la disposizione dei libri e vado a colpo sicuro, quando cerco qualcosa o semplicemente entro per sficcanasare. Che so, romanzi, saggi, libri per ragazzi e infanti, scienze naturali, paesi e culture, ricette vegetariane, gialli e noir, poesie, reportage fotografici (che in genere sfoglio ma non compro: costano troppo), eccetera. Le novità, però, in genere le snobbo. Mi puzzano troppo di marketing. Ma tanto il mio libraio le tiene accatastate in terra, di fronte alla cassa e a me va benissimo;

    2) perché il mio amico libraio sa cosa mi piace e, quando faccio scorta per l’estate o per le vacanze di Natale, mi sa consigliare. In genere non sbaglia mai;

    3) perché ho la “tesserina” che normalmente utilizzo a Natale per fare regali aggratis, sfruttando il credito accumulato;

    4) perché chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova. E quando si tratta della vita preferisco non sapere e, dunque, mi piace cambiare strada ogni volta che posso. Ma coi libri, no. Coi libri non si scherza.

    1. claudio calzana

      Grazie, Mariangela, consigli preziosi che metto in saccoccia per farne buon uso quanto prima. ciao!

      1. mariangela

        Mi permetto altri due suggerimenti.

        Bei cartelli colorati a mo’ di bandiera con l’argomento degli scaffali. Aiutano i clienti non abituali e gli abituali smemorati. E se decidessi di riorganizzare la disposizione dei libri, riformatterebbero rapidamente i clienti.

        La “tesserina”, se c’è, con sconti “a crescere”. La mia arriva al 15% raggiunti i 300 euro di spesa. La percentuale a crescere aiuta a sedare i sensi di colpa: “Ma quanto cavolo ho speso, anche stavolta… Vabbe’, però c’ho tanti soldi per i regali!”.

        Ciao!

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