Stay tuned with yourself

IMG_2867 È quadrato, in legno, misura circa 22,5 cm per lato. Al suo interno troviamo una discreta quantità di sabbia, sei sassi, due attrezzi per il lavoro e altrettanti volatili a ingentilire. È un giardino giapponese, o zen. Contrariamente a tablet e smartphone, che ci connettono comunque altrove e talvolta con chissà chi, il presente dispositivo consente di metterci in relazione qui e ora con noi stessi. Se nella vita ordinaria usiamo in prevalenza le competenze logico-matematiche dell’emisfero sinistro del nostro cervello, sempre presi a fare, produrre e scombinare; ecco, il giardino zen attiva l’emisfero destro, quello creativo e affettivo, quello che spesso costringiamo in un angolo, soffocato dalle incombenze quotidiane. Grazie a un giardino siffatto prevale il gusto semplice e immediato di pareggiare la sabbia, disporre le pietre come meglio ci aggrada, smuovere la rena quel tanto che basta per ornare la visione. Cinquant’anni fa i Giganti in Proposta cantavano: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Oggi contentiamoci di popolare gli uffici con questi giardini, e mettiamoci mano di quando in quando a stimolare la creatività; resistendo alla tentazione di farli sparire quando il capo passa a sbirciare.
 

2 Commenti

  • Enrica Posted 27 Ottobre 2017 14:54

    Bellissimo, ma il mio capo non capirebbe…
    Enrica

    • claudio calzana Posted 27 Ottobre 2017 15:26

      Posso capire, cara Enrica, ma non demordere. Anzi: per Natale, regala un giardino zen al tuo capo, si sa mai che funzioni!
      Un saluto, Claudio

Aggiungi Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *