Il Dante e l’Ernani

 

 
Ciao Claudio, sto leggendo Lux. Mi diverte molto. Geniali le traduzioni delle pause nei dialoghi. Ho visto la parte in cui parlavi dell’Ernani. Teoricamente “Si ridesti il leon di Castiglia” non è un'”aria” (termine che definisce le parti di un opera in cui canta un singolo personaggio e si contrappone al recitativo) ma è un “coro”(termine per le parti cantate dal coro, appunto). In questo caso è un inno. Così come “Largo al factotum” è un’aria e nello specifico è una cavatina. A presto, Emilio
 
Da come scrivi, Emilio, di musica ne mastichi. E i rilievi che fai a quel passo del mio Lux tutti assolutamente giustificati. Il fatto è che nello scrivere cerco di non attribuire ai personaggi il mio (eventuale) sapere. Siccome comandano loro, devo tener conto di quel che davvero sanno, di quanto hanno studiato, del loro livello di conoscenza e di istruzione. E di certo il Dante al massimo poteva arrivare a parlare di “aria”, che al tempo era la voce popolare che definiva le porzioni d’opera più note e cantate. Grazie Emilio per le tue parole belle e documentate, ti meriti in dono il coro dell’Ernani.
[ccalz]
 

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