Lux, della serie è già un film

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Cristina mi manda questa sua recensione di Lux, e io resto senza parole perché la mia lettrice immagina rosei scenari con tanto di fondali: sì, vede già Lux al sinemà, come direbbero gli scombinati protagonisti. Che dire, grazie di cuore, Cristina. [ccalz]

Lux, della serie è già un film. Sì, perché quando leggi dei quattro scombinati ti vedi un film che ti passa davanti agli occhi. Non è difficile immaginarsi il cast al completo, i personaggi sono già lì dentro le pagine belli e pronti a saltar fuori; caratterizzati con passione e precisione. E l’ambientazione, mica finta come i fondali dipinti alla bell’e meglio ad uso di una produzione dagli scarsi mezzi, c’è la Bergamo vera, quella degli anni ’20 con i suoi angoli da scoprire e quelli che meglio se si nascondono. E c’è una storia da godersi: di quelle da mettersi seduti e farsi raccontare, con le giuste pause, le intonazioni azzeccate, le risate in sottofondo (come nei migliori telefilm comici anni ’70) e gli intercalari che partono da un gergo bergamasco per diventare universali, tanto schietti e genuini. Ed infine non manca l’amore. Una bella storia d’amore che giustifica, a chiusura, la parola Fine in un corsivo elegante e svolazzante. A preludio di un futuro roseo e felice. Un futuro con un’altra storia di Claudio in arrivo, perché no!
 

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1 commento

    • Paolo il 28 Maggio 2015 alle 13:07
    • Rispondi

    E’ la stessa cosa che ho pensato anch’io leggendo Lux, e anche Esperia veramente. Per cui mi associo, bisogna fare un film con i tuoi romanzi! Paolo

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