La digitale di van Gogh

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Succede che se leggi certi autori con la A maiuscola – che magari se li filano in pochi ma insomma – se leggi autori come il Tessa scopri cose che mai avresti detto. Leggete qui: “Qualche volta il sor Pinin aggiunge ai malanni fisici che gli vengono dagli anni e dall’umidità del locale il patema d’animo per qualche gatto disperso. Tragedie! Il portinaio è colto da una «crisa», deve ricorrere alla digitale!”. Già ricorrere alla (femminile) digitale che vuol dire? La digitale è una pianta officinale usata per la cura delle insufficienze cardiache. Un tempo se ne faceva largo uso: attenzione, non stiamo parlando dei tempi del Carlo Codega, gli articoli del Tessa sono di circa 80 anni fa, roba sopraffina per chi volesse saggiare. Insomma, una parola che cambia senso e soprattutto senso prevalente. E già che ci siamo date un occhio all’immagine del dottor Gachet di van Gogh: la pianta in primo piano mica per niente è una digitale.
 

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