Cacche e sanzioni

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Siccome giro spesso a piedi, mi imbatto con regolarità in cartelli – ufficiali e non – dedicati alla cacca dei cani, per chiamarla con il suo nome. Si tratti di minacce ai conduttori dei quattro zampe che non recuperano le deiezioni, ovvero di più o meno felici “uscite” dei proprietari di casa, seccati nel ritrovarsi le summentovate sotto le suole, o an metro dall’uscio: il tema è quello, con differenti codici e idiomi. Bene, giusto, ci vuole civiltà, ci vuole educazione: chi sporca pulisce, o paga.
Ma veniamo al punto: e gli altri animali? Preciso: abito ai confini di un parco naturale, ma pur sempre in paese. Di fronte a casa per dire passano capre, pecore, cavalli. Ecco il punto: non ho visto divieti, multe, punizioni per i conduttori di cavalli, e vi assicuro che anche i nobili equini si danno da fare. Mi sorge allora spontaneo il problema: l’equino può farla da padrone? Ecco il dubbio, il quesito, il rovello: c’è una cacca di serie B e una di serie A? O meglio: abbiamo forse padroni che giocano in differenti campionati? A me pare un vulnus giuridico mica da ridere, chiedo aiuto ai lettori, in particolare ai legali: in casi siffatti multe e divieti trascorrono per estensione a qualsivoglia animale condotto per mano, pitoni e furetti inclusi; ovvero no, è solo ai cani che la legge prescrive l’igiene?
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Perché, cari lettori, a pensarci bene la colpa dei cani è quella di essere in tanti, mentre i restanti mammiferi sono pochi, non arrivano che a un’unghia di quelli. Ecco, forse è questo il punto: anche in fatto di cacca ci sono i poveri cristi, i semplici, i sobri, e gli eletti, i pochi, i supremi; quelli chiamati a collezionar deiezioni e altri che snobbano l’impegno dall’alto di una sella. A dirla tutta, in cuor mio sogno il cavallerizzo che arresta il destriero al bisogno, smonta veloce dal mezzo e rimedia al referto testè elaborato in urbano contesto. Ma forse è troppo: chi trotta o galoppa non ammette simili oltraggi, e chi conduce i cani dovrà rassegnarsi per sempre a guanti, cartocci e sanzioni.
 

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5 commenti

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    • Bèèèèèp???? il 2 Settembre 2013 alle 10:22
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    “In scioltezza”… e hai detto tutto…

    1. Certe finezze i migliori le colgono al volo…

        • Behppe il 2 Settembre 2013 alle 16:15

        Beh.. finezze… qui forse il termine non è proprio azzeccattissimo.. ah ah

    • BEPZ il 29 Agosto 2013 alle 10:21
    • Rispondi

    Caro Claudio…
    pensa che qualche anno fa un’ordinanza del Sindaco di Roma prevedeva sanzioni per ciunque sporcasse il suolo pubblico, tra l’altro, con escrementi di “cani e animali”…
    Cani E animali…
    Ma a parte questo: il cane è l’animale domestico per eccellenza e, a mio avviso, si può estendere l’interpretazione di norme e cartelli a tutti gli animali domestici accompagnati (ma anche no) in luoghi pubblici dai padroni.
    Più in generale il padrone degli animali ne è pienamente responsabile, secondo il motto latino eius commoda et incommoda… ecco diciamo che il pastore che attraversa la città potrebbe, secondo me, tenersi responsabile delle tracce del passaggio… vai te poi a capire chi e come può sanzionarlo!!!
    Ma, in fondo, siamo in Italia.. al limite se un cane sporca gli daremo la grazia!!!

    1. Grazie Bepz, lo sapevo di poter contare sul mio legale di fiducia: ora il contesto è chiaro: paga il conduttore, soprattutto se la faccenda olet. Certo, il dubbio resta: in Italia, se proprio la devi fare sporca, molto meglio farla grossa, e tanta, che così magari la sfanghi in scioltezza…

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