Luddismo per slot


Grazie a Mariangela scopro una notizia interessante, che va dritta dritta nel reparto slotterie: nelle Marche un uomo, dopo essersi giocato lo stipendio a una slot, ha pensato bene di ditruggere la stessa, un po’ come nell’800 facevano i Luddisti con i telai meccanici. Un gesto di disperazione, certo, ma in questa follia (gioco e poi distruggo) c’è della lucidità inespressa. Un tempo si distruggevano le macchine che portavano via il lavoro, oggi le macchine che accusate di portar via lo stipendio. La rivalsa è automatica e semplice: la slot va distrutta perché non è possibile contenersi. L’uomo tra l’altro non ha distrutto subito la macchina, ma l’ha fatto tornando nel bar dopo esser passato da casa. Scopro in rete che a Pavia un operaio dopo aver trascorso ore incollato alla macchina ha distrutto la stessa perché gli negava la vincita. Idem a Pistoia, idem a Gussago in provincia di Brescia, il tutto avvenuto sempre in questi ultimi mesi. In provincia di Reggio Emilia già nel 2006 uno sfortunato giocatore aveva distrutto niente meno che l’intero bar per il medesimo motivo, cosa successa anche a Terni a gennaio di quest’anno. Sta a noi la facile considerazione che non basta e nemmeno serve distruggere le macchine se non se ne distrugge il motivo, ovvero la speranza di facili guadagni non solo per chi gioca, ma anche per i Monopoli di Stato. Ed è opportuno ricordare che a Verbania il sindaco che ha provato a limitare le macchine è stato sbertucciato dalla legge. «Mediante la previsione di un orario di “disattivazione” degli apparecchi da gioco il Comune si è arrogato una potestà normativa che non trova sostegno in alcuna disposizione legislativa…». Infatti, stando anche alla sentenza 237 della Suprema corte del 2006, «i profili relativi all’installazione degli apparecchi e congegni automatici da trattenimento o da gioco presso esercizi aperti al pubblico, sale giochi e circoli privati» disciplinati dal regio decreto del 1931 «afferiscono alla materia “ordine pubblico e sicurezza”» di «competenza esclusiva dello Stato». Morale, 1 milione e 300 mila euro di multa per l’ingenuo sindaco piemontese a partire da una legge del 1931.
 

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2 commenti

    • Bep-pot il 23 Maggio 2012 alle 12:25
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    Fa strano però… gioco (magari colto da raptus irresistibile) convinto (ma si tratta in realtà di una flebilissima speranza) di VINCERE L’INTERA POSTA e SISTEMARE LE COSE… poi perdo (come normalmente avviene) e fracasso proprio la musa della mia speranza…
    Boh…

    1. Basta leggere Il giocatore di Dostoevskij per entrare nella il_logica di questo tipo di speranza. Alla fine o si fracassa l’oggetto, o la vita stessa.

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