Bibliomane & cleptomane


Devo a Mariangela la segnalazione. Qualche giorno fa a Darmstad in Germania un geologo è stato arrestato per furto di libri. Già detta così la notizia è sensazionale, ma sentite qua: i libri ritrovati sono stati ben 24mila, da preziosi incunaboli a più prosaici manuali moderni. Certo, le domande a proposito di questa vicenda saltan su a raffica: uno, in che razza di casa viveva l’impiegato? 24mila libri hanno fame di spazio e soprattutto pesano. Mi viene in mente l’aneddoto raccontato dal Peppo Pontiggia, quando un amico ingegnere l’aveva scongiurato di lasciare la sua abitazione piegata sotto il peso dei libri. “Fuori di qui, sta per crollare tutto”, gli aveva intimato. E sempre per associazione, mi ricordo la volta che, uscendo dalla libreria all’ora di pranzo insieme a un amico libraio, gli ho chiesto come mai non chiudesse a chiave: “Chi vuoi che li rubi”, mi ha detto. “Magari”, ha aggiunto, per la serie qui non c’è trippa per nessuno. Detto questo, non voglio sottrarmi alla domanda delle domande: rubare è illecito, non ci piove. Ma rubare libri in qualche modo nobilita? Cioè, si tratta di un furto cui guardare con benevolenza? Sarei tentato di dire di sì, anche solo per solidarietà. Ma subito sovviene il codice, e già che ci siamo il manuale di psichiatria: come non scorgere in questa vicenda un che di patologico? Un geologo che colleziona non pietre, ma pagine su pagine, frammenti di carta, reperti di origine vegetale. Ultima considerazione: di sicuro il tedesco non avrà meditato sul fatto che, rispetto a qualsivoglia altro bene di consumo, se si rubano libri bisogna rubare o quanto meno avere anche il tempo per leggerli. Il nostro eroe rischia 10 anni di carcere: dietro le sbarre avrà tutto il tempo per leggere, questo è poco ma sicuro; ma tristemente privo della “materia prima” collezionata in anni e anni di spedizioni e rapine.
 

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2 commenti

    • mariangela il 15 Marzo 2012 alle 09:41
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    Beh… in fondo accumulare libri è un po’ come scavare. Nel passato, nell’anima, in se stessi attraverso i racconti altrui. Ci si interroga, insomma. E se gli interrogativi sono tanti ecco che i libri non bastano mai. E si rubano.

    Ci si interroga. Come di fronte al sorriso di quel conte. Che avrà voluto di’? I dissacranti come me ci hanno letto un azzeccatissimo tie’ (scusate l’inglesismo oxfordiano) dell’uomo che spernacchia la morte. I teneroni, ci avranno letto il romantico addio all’amata. Insomma, chi ruba libri compulsivamente forse ha bisogno, semplicemente osservandoli o rigirandoseli tra le mani, di ritrovare la sua anima venduta a Mefistofele.

    Vai a sapere. Io so solo che quel libro che la biblioteca dell’università non mi ha più richiesto indietro mi sta particolarmente caro… 🙂

    • Beps il 14 Marzo 2012 alle 17:45
    • Rispondi

    Un geologo che ruba libri… sembra una trama di Dan Brown… beh, trama si fa per dire…

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