Pietro Peruta, il campione

Alla fine ecco il tanto atteso verdetto: Pietro Peruta da Mapello è il campione del Bepi Quiss, la trasmissione di Bergamo Tv che ha concluso il suo primo ciclo ieri sera, in attesa delle manche dedicate ai rispescati. Ci vedete ritratti insieme, lui con la corona e lo scettro, come si conviene. E qui vi svelo un piccolo retroscena: Pietro è stato mio alunno al liceo classico Paolo Sarpi, e come ha più volte ricordato si è iscritto al Quiss giusto per farmi capire che al tempo sbagliavo eccome a dargli insufficienze a ogni pie’ sospinto. Al liceo, in effetti, Pietro non brillava, ma ora si è preso una signora rivincita, l’ha ricordato anche in trasmissione. E io che ci posso fare? Mi tocca abbozzare a denti stretti, maledizione. In ogni caso: bravissimo Pietro, e complimenti. Ti sei meritato lo scettro e la corona! E per chi si fosse perso la puntata, domani pomeriggio verso le 17 si replica.
 

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3 commenti

    • Pietro Peruta il 17 Marzo 2012 alle 21:00
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    Grazie mille per i complimenti.
    I complimenti vanno anche a lei, Gianni (che so vuole morto per il fatto che mi abbia inserito in trasmissione) ed al Bepi per lo splendido programma.
    L’altra sera la puntata è stata un successo su tutti i fronti: è piaciuta a tutti.
    Forse è stata meno combattuta della mia semifinale ma molto più divertente.
    Dica la verità: il pezzo in cui il Bepi la intervista sul mio rendimento scolastico non era preparato quindi non se lo aspettava (si notava il suo imbarazzo).
    Certo che rivedere i propri successi è impagabile.
    Come diceva la pubblicità della mastercard: ci sono cose che nella vita non hanno prezzo!!!!!!
    Il mapellocentrico (mi piace come soprannome, lo farò aggiungere al mio nuovo stemma personale, quello del bepi quiss).

    • Beppe il 16 Marzo 2012 alle 18:24
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    Sarpi rules…

    • mariangela il 16 Marzo 2012 alle 17:29
    • Rispondi

    …me lo sentivo… perché ho una teoria: quando si insegna non si trasmettono nozioni. Meglio, si trasmettono anche nozioni e ci sono allievi che solo imparando quelle riescono a primeggiare. Sono gli stessi allievi che all’università vanno di 30 e lode ma tu, scrivendo il voto sul libretto, ti dici: non posso fare a meno di darglielo, sa pure i punti e a capo e non mi va di fare la carogna con le domande trabocchetto, ma mica sono certa che “senta” la mia materia. E, infatti, spesso, vanno a fare i contabili ché fare gli economisti è (dovrebbe essere) un po’ come fare i filosofi. Se non lo senti non lo sei. Quando si insegna si trasmette un metodo che è fatto di domande che spesso non hanno una risposta immediata. E dunque si trasmettono dubbi, curiosità, senso critico, logica e intuizione. Insomma, si trasmettono la voglia di ricercare e di sapere e le coordinate per soddisfare quella voglia. Ovviamente, se Maestri si è, e non solo ripetitori automatici di quanto c’è scritto da pagina 16 a pagina 34 e poi la lezione del giorno si dio vuole è finita.

    E allora, avendo assimilato il metodo, il quid evocato dal Berlusca uno ce l’ha. Un quid che aspetta solo l’occasione per mostrarsi. Il tuo 4 e mezzo in filosofia dato all’allievo Peruta Pietro, che è intelligente ma non s’impegna, è il casus belli che ha scatenato il quid. Insomma, Maestro CCalz, sei l’Elena di Troia del Bepi Quiss… Mica cotica!

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