Adottiamo una parola?

La Società Dante Alighieri ha promosso la campagna «Adotta una parola»: in collaborazione con quattro dizionari d’italiano (Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli) ha selezionato le parole in via d’estinzione nella nostra lingua e le propone ai navigatori via web.Sul sito dell’iniziativa è possibile adottare una parola e diventarne il custode per un anno. Il compito è quello di impegnarsi a promuoverne l’utilizzo, segnalarne abusi ed errori, registrare nuovi significati. Un’iniziativa creativa, stimolante, nel segno delle parole sante che di quando in quando mi diverto a proporvi. Una domanda: ma la nostra lingua è davvero a rischio estinzione? O semplicemente evolve, come ogni organismo sano e vitale?

 

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15 commenti

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    • Claudio Calzana il 2 Novembre 2011 alle 23:32
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    Il tuo imbranato mi ricorda mr. Prufrock di Eliot, che allo specchio si domanda "do I dare?" Senza il lieto fine tra i pali, certo, che però è merito delle ragazze.

    • Anonymous il 31 Ottobre 2011 alle 20:18
    • Rispondi

    Ecco, questo è il mio testo. 🙂
    Paolo G.

    Pro imbranato

    L'imbranato, si sa, è fatto così: a suo particolare modo. Che poi ci fa anche una certa tenerezza, ci fa. Perché, di sicuro, non è colpa sua se non riesce mai ad imbroccarne una buona. Il fatto è che nessuno gli spiega come funzionano le cose, e lui, di suo, non immagina. Non si butta. Non ci prova. E resta lì, imbastito, imbrigliato nei suoi chi-lo-sa.
    L'imbranato, a calcio, perlopiù lo mettono in porta. Per non far danni, dicono. Lui va a piazzarsi, un po' imbambolato, e con lo sguardo incomincia a misurare incessantemente la giusta distanza dai pali, per star bene nel mezzo. Intanto che misura, è regola che la palla di un retropassaggio gli si infili insidiosa tra le gambe appena divaricate e finisca in rete.
    L'imbranato, a calcio, una seconda possibilità non gliela lasciano mica.
    L'imbranato, quando esce la prima volta con una ragazza, suda moltissimo per il troppo imbarazzo e lei gli deve insegnare tutto: come ci si abbraccia, dove si mettono le mani e tutto il resto. Persino a baciarla, persino. Lui, di solito, è un attimo che impara e dopo non la smette più. Di immaginare, di buttarsi e di provarci. Anche con le altre, ci prova.
    L'imbranato, in genere, dopo aver baciato una ragazza, diventa un portiere fortissimo e tutti a chiedersi come sia potuto succedere.

    • mariangela il 28 Ottobre 2011 alle 14:14
    • Rispondi

    Bella Paolo!!! Dai… continuiamo le adozioni e scriviamo qualcosa a più mani usando tutti i trovatelli. Potremmo usare la tecnica di quel vecchio gioco: un foglietto che gira e una frase a testa e a rotazione.

    P.S. Sempre che Claudio decida…
    P.P.S. Sto (finalmente) leggendo (con gusto) il tuo libro. 🙂

    • Anonymous il 28 Ottobre 2011 alle 12:58
    • Rispondi

    Fatto: mi è sembrato giusto, in conseguenza del post su questo blog (http://claudiocalzana.blogspot.com/2011/06/imbranato.html) , adottare "imbranato". 🙂

    Paolo G.

    • mariangela il 27 Ottobre 2011 alle 18:21
    • Rispondi

    Ne ho adottate altre due. Oggimai e obbliare (con due "b"). Desuete e per questo da usare e non dimenticare. Sarà dura!

    • Claudio Calzana il 27 Ottobre 2011 alle 13:47
    • Rispondi

    Capito, ci provo. Lascio che sia.

    • mariangela il 27 Ottobre 2011 alle 10:01
    • Rispondi

    Fatti scegliere. Come accade quando devi decidere per un cucciolo in una cucciolata…

    • Claudio Calzana il 27 Ottobre 2011 alle 09:01
    • Rispondi

    Eh, son qui che ci penso. Come ogni intellettuale che si rispetti non vengo mai a una. Troppa offerta, diciamo.

    • mariangela il 26 Ottobre 2011 alle 22:44
    • Rispondi

    Grazie Maestro!!!! E tu che parola hai adottato?

    • Claudio Calzana il 26 Ottobre 2011 alle 21:53
    • Rispondi

    Bellissimo! Brava! Punto migliore? "Lo sgarro fa esplodere lo spread", senza dubbio.

    • mariangela il 26 Ottobre 2011 alle 19:47
    • Rispondi

    Finalmente decise di sgarrare. "Non si può", di continuo le dicevano. "Non si può".

    Fece un lungo respiro, chi sgarra è additato e messo all'angolo da sguardi di rimprovero. Chi sgarra è emarginato. A meno che non sia snobismo sotto un riflettore – tipo Isola dei Famosi e relativi culi nudi, per intenderci -, lo sgarro è socialmente condannato. Chi sgarra, tanto più se lo sgarro, reiterato, si consuma nel lettone di Putin a onta del popolo italiano, è oggetto di compatimento. Lo sgarro fa esplodere lo spread!

    Fece un lungo respiro e sgarrò, addentando quella coscia di pollo portata alla bocca da gaudenti dita gocciolanti gustoso sughetto profumato di maggiorana e rosmarino. Al pranzo di gala dell'ambasciatore.

    • mariangela il 26 Ottobre 2011 alle 19:25
    • Rispondi

    gli unici che sembravano avere lemmi ancora adottabili: Devoto & Garzanti

    • Claudio Calzana il 26 Ottobre 2011 alle 17:32
    • Rispondi

    Su quale dei 4 dizionari?

    • mariangela il 26 Ottobre 2011 alle 14:01
    • Rispondi

    Ho adottato una parola: "sgarrare"! Mi si addice, sì, mi si addice. Me piasce…

    • Italo il 25 Ottobre 2011 alle 13:55
    • Rispondi

    L'italiano è un po' malato, nel senso che viene trascurato, maltrattato, ignorato anche. Certo, con il tempo cambia, anche se vivendoci dentro non ci accorgiamo. Ma se dovessimo andare all'estero per tanti anni, al ritorno ci accorgeremmo che qualcosa è cambiato. A me è successo, due anni appena fuori e al rientro già il tassista diceva cose che non mi tornavano.

  1. […] fine ho adottato una parola, seguendo l’iniziativa della Dante Alighieri di cui ho parlato qui. Ebbene, gira che ti rigira, annusa che ti annusa, scartate un po’ di espressioni già […]

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