I fermalibri di Mariangela

Ecco qualche bella proposta della fedelissima Mariangela. Qualche fermalibro gnomico e a seguire una sfilza uno più sontuoso dell’altro: uno, due, tre, quattro cinque e sei. Quello pubblicato è il numero due di Mariangela, non avete idea di quanti ce ne siano in rete, roba da far collezione fino ad avere più fermalibri che libri.
 

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4 commenti

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    • Claudio Calzana il 17 Luglio 2011 alle 15:35
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    Qui ci vuole san Giorgio…

    • mariangela il 17 Luglio 2011 alle 09:39
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    Visto che sono stata invitata a continuare dal titolare, io continuo…

    Il bookend numero uno è per i libri "mattoni" ma irrinunciabili. Che so, Tolstoj ("Sonata a Kreutzer" esclusa: lei va nei libri magici, quelli del bookend numero cinque), Proust, Ariosto, Manzoni, Svevo, Mann, eccetera.

    Il numero due, ovviamente, è per i libri squinternati ma belli così, antichi o no che siano.

    Gli amarcord, i libri che abbiamo letto nell’infanzia e – vivaddio – non abbiamo mai avuto il coraggio di buttare, che so: "Piccole Donne", "Capitani Coraggiosi", "I ragazzi della via Pal" e, per i più giovani, Gianni Rodari e i suoi "La torta in cielo", "C’era due volte il barone Lamberto" (mio figlio si chiama così), "Favole al telefono" e tanti altri, li terrei su con questo fermalibri gnomico: http://www.paolochiari.it/fermalibri/catalogo/6220_drago_cavaliere.htm
    Perché? Perché chi meglio di un drago e un cavaliere rappresenta il bello della vita?

    Quanti draghi sono comparsi all’improvviso e quante volte siamo stati cavalieri? E come scottava, quella volta, quella lingua di fuoco sputata da quel drago! Ah, come scottava… Guarda qua la cicatrice!

    • Claudio Calzana il 16 Luglio 2011 alle 18:05
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    Hai ragione su tutta la linea: per ogni libro, o gruppo, ci sta il fermalibro suo, su misura, diciamo; e siccome tanti ce ne sono, avanti con il campionario, Mariangela. Io ti seguo a ruota.

    • mariangela il 16 Luglio 2011 alle 12:53
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    Ma quale coppia di fermalibri per intervallare il libri? Perché i fermalibri potrebbero indicarci il genere. Così, a colpo d'occhio.

    Per esempio, i libri che mi hanno colpito al cuore io li fermerei col "bookend" numero quattro. Oppure col cinque, quello della magìa. Sì, forse il cinque è più indicato. Il quattro va meglio per libri il cui autore andrebbe infilzato per aver sprecato alberi…

    P.S. La collezione? C'ho pensato anch'io, vedendo l'infinita varietà! Cominciamo?

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