Incubi e sogni da scaffale

Ieri Stefano Salis in un bell’articolo sul “Sole 24 ore” ha raccontato la passione di ordinar libri per gli scaffali. E lo ha fatto a partire dalla riedizione del saggio di Perec “Brevi note e il modo di riordinare i libri”, edizioni Henry Beyle. Un articolo molto interessante e affettuoso per chi, come me, ha la mania della disposizione. Il tema, gratta gratta, è sempre quello: siamo per il disordine simpatico o per la burocrazia individuale? Io sto per la seconda lista, ma spesso i libri ritrovano l’impeto della propria origine vegetale, rinnovando il primitivo disordine della selva. In quei casi anche il più cocciuto dei burocrati lascia fare: una libreria non sarà mai un giardino accurato, perché l’arruffio si annida tra le copertine e sorprende alle spalle anche la scolta più abile e attenta.

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