Punti di partenza

A proposito di libri, di scrittura, magari anche di professione intellettuale, mi vien buono un brano di Daumal citato da Pontiggia ne “Il giardino delle Esperidi”: “… la chiarezza non è il valore, ma il valore non si esprime che attraverso di essa”. Insomma, solo il linguaggio chiaro può dirsi veramente polisemico, quello oscuro è semmai astruso. “Solo il discorso chiaro può essere di una complessità inesauribile”. Oltre che di grammatica, ortografia in primis, direi che i tempi nostri hanno bisogno di chiarezza. Se trovo altri punti di partenza necessari ve li racconto nei prossimi post. Se ne avete anche voi, fatevi avanti che qui ce n’è bisogno. Vedi anche qui.

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