Questione di titoli

Il mercato editoriale è tanto bizzarro quanto prevedibile. Per confezionare il best seller dell’anno, per non dire del secolo, il marketing editoriale ultimamente sceglie un giovane, possibilmente ignoto al mondo e in tutt’altro campo affacendato. Ovvero un chimico, un geometra, un veterinario, basta che non sia scrittore. Lo si pigli grazioso, non privo di una certa soavità nei modi, e gli si predisponga un curriculum avventuroso quanto basta. E’ fatta? No, e qui entra in ballo Cristina, una mia lettrice molto acuta, che mi suggerisce una cosa cui non avevo mai prestato attenzione: attenzione al titolo. Sì, perché ultimamente i titoli dei libri si somigliano tutti, una specie di matrice a partire da quello di Giordano, “La solitudine dei numeri primi”. Cristina mi manda una illuminante lista, che allego:

“La scatola dei calzini perduti” Vauro Piemme
“Il sentiero dei bambini dimenticati” Elly Griffiths Garzanti
“La casa delle orbite vuote” Alberto Levi Kessler Zines
“Il cerchio degli amori sospesi” Alessandra Appiano Garzanti
“Il paese delle prugne verdi” Herta Mueller Keller
“Il paese delle spose infelici” Mario Desiati Mondadori
“La stagione delle cattive madri” Meg Wolitzer Garzanti
“La scuola degli ingredienti segreti” Erica Bauermeister Garzanti
“Il monastero delle anime perse” Nick Wilgus Garzanti
“Il libro dei filosofi morti” Simon Critchley Garzanti
“La stanza dei lumini rossi” Domenico Conoscenti E/O
“L’accademia degli scrittori muti” Annalena Manca Il Maestrale
“La stirpe dei re perduti” Paolo Alcioni Il Maestrale

Come vedete i titoli sono tutti simili: un sostantivo, generico quanto basta e, a seguire, il suo bravo genitivo che non c’entra molto, per non dire niente, con tanto di aggettivo spiazzante. Il tutto per creare quella curiosità mista attesa che sempre prende il lettore anche smaliziato in presenza di una metafora stramba, inattesa. Una metafora assouluta, direbbe Harald Weinrich, ovvero fondativa, originaria, a immaginare mondi e storie chissà come inediti e favolosi. Sono convinto che Cristina ha ragione da vendere: questa è l’ultima spiaggia del mercato editoriale, il titolo che non ti aspetti. Avete qualche titolo del genere da suggerire? Il dipinto è di Franz Eybl, Giovane donna che legge, 1850.

1 Commento

  • Anonymous Posted 9 Giugno 2010 16:27

    Ciao Claudio, ne avrei altri due per "la lista dei titoli incredibili"!!
    "La casa degli amanti indecisi" Chris Killen Einaudi
    "La scuola degli ingredienti segreti" Erica Bauermeister Garzanti
    Un saluto e grazie.
    Cristina

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