Perché?

Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che “perché” si scrive con l’accento acuto sull’ultima “e”. Il perché è facile: perché la “e” finale va pronunciata stretta. Fosse larga, da pronunciare a bocca larga intendo, si dovrebbe scrivere “perchè”. Ora, ‘sta faccenda magari a scuola non la insegnano, però la regola c’è tutta. Da tempo vado notando che su diversi quotidiani e periodici il “perchè” sta sostituendo gradatamente e implacabilmente il “perché”. E fin qui, cosa vuoi, la fretta potrebbe pure scusare l’errore. Ma oggi, aprendo un libro di Einaudi, alla prima pagina mi imbatto nel “perchè” sbagliato. Leggo qualche riga, eccone ancora uno. Capisco che la collana si chiama “Stile libero”, ma questo mica giustifica. Ma come, anche la Einaudi mi sbaglia i “perché”? Ebbene sì, non c’è scampo. Per fortuna che in quarta di copertina del medesimo libro si incontra un bel “perché” giusto. Lo vivo come un piccolo segno di speranza in un mondo dove -per bene che vada- tutto vacilla. Secondo voi esagero?

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11 commenti

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    • Claudio Calzana il 23 Aprile 2010 alle 13:43
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    Mi sa che lamentasi non basta, qui bisognerebbe trovare un modo creativo per affrontare la questione. Mi viene in mente quel che faceva il mio mitico maestro delle elementari, Giacomo Panseri. Ve lo racconto presto.

    • Veronica il 23 Aprile 2010 alle 13:39
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    E le scritte in sovrimpressione dei telegiornali? Lì gli accenti, nelle frasi in stampatello maiuscolo, vengono sempre sostituiti dall'apostrofo. Un'altra cosa terribile! E praticamente tutti guardano il telegiornale… disimparando.

    • Paolo G. il 23 Aprile 2010 alle 13:39
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    Caro Claudio, è un mondo in cui vacilla non solo il perché ma anche il per come. Forse, drammaticamente, vacilla pure il per dove. Fai bene ad evidenziarlo: io lo chiamo, sarò antico, il rispetto delle regole…

    • Valentina 2 il 23 Aprile 2010 alle 13:38
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    Io lo so bene che la lingua la fa l'uso (per inciso: io pratico l'Ottocento, e trovo quasi universalmente 'provincie' con la i; non ho ancora avuto modo di approfondire, ma mi viene il dubbio che in origine si scrivesse così, come camicie…); però mi viene uno sgrisolone su per la schiena e un moto di ribrezzo tutte le volte che vedo pò con l'accento. E mica su facebook o negli sms (dove magari c'è da risparmiare un carattere), no… su fior di carta stampata (specie nella pubblicità), sui giornali, o nei sottotitoli dei film…
    Col tempo, mi ci abituerò, ma per ora, brrrrrrrr!

    • Alessandro il 22 Aprile 2010 alle 18:59
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    dimenticavo un ben più terribile abominio ovvero l'abitudine di lasciare che il T9 scelga le parole in nostra vece senza però aver poi il criterio di correggerle ed adattarle al senso del testo scegliendo tra le varie opzioni che la stessa scrittura "intelligente" ci suggerisce e lasciando quindi la prima opzione valida in ogni caso(ancora pigrizia), costringendo pertanto il ricevente ad un'ardua traduzione… il concetto è ben spiegato nel seguente articolo
    http://www.facebook.com/l/3426e;www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_febbraio_07/linguaggio_t9_f1edfc48-d55e-11dc-aa3d-0003ba99c667.shtml

    • Alessandro il 22 Aprile 2010 alle 18:54
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    che dire allora dell uso delle "K" in luogo del "CH"? Qui oltre alla pigrizia ci sta anche la necessità di risparmiare spazio nel testo che altrimenti sarebbe tutto tranne che "short". C'è anche chi ha creato un gruppo su FB per difendere la lingua italiana dal suddetto problema, lo trovate qui
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=6447658107&topic=5175

    • Claudio Calzana il 22 Aprile 2010 alle 18:45
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    Che bello vedere due miei ex alunni -che non si conoscono- diialogare sul tema. Alla fine mi sa che la questione si riduce al confronto-scontro tra gli strenui difensori della correttezza contrapposti al gruppo dei "bastachesicapisce". Mi sa che io in queste faccende sarò sempre in retroguardia. Metto l'accento giusto anche negli sms…

    • Alessandro il 22 Aprile 2010 alle 18:43
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    quel che intendevo dire è che la pigrizia rende l'uso di un accento predominante sull'altro e sappiamo bene l'effetto che hanno gli usi e le abitudini sul linguaggio scritto, alla fne, nonostante la strenua resistenza, hanno la meglio con buona pace dei puristi. Alla fine è così che nascono le lingue, è il vulgus che comanda e al giorno d'oggi la comunicazione avviene quasi totalmente tramite chat, forum, blog e social network, pertanto il fenomeno ne risulta amplificato. Poi ti dirò che la cosa mi è venuta in mente per il semplice fatto che, quando lavoravo in India, mi trovavo a disagio con la tastiera inglese senza accenti ed ero costretto farne a meno. Molti miei interlocutori mi facevano notare gaiamente "chissenefrega dell'accento", poi certo…potrei scegliermi meglio i miei interlocutori dirai tu 😀

    • Valentina il 22 Aprile 2010 alle 18:43
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    solo pigrizia, allora…può darsi…eppure il popolo lombardo si vanta d'essere un gran laürator 😉 (ma…miiizzeca, una cosa devono fare… ribattere a tastiera la bozza, no? È il loro lavoro…non stiamo parlando di gergo o immediatezza comunicativa da chattata o post in un forum…se no lì…si aprirebbe il meraviglioso capitolo delle a/o senza acca, le e senza accenti, i congiuntivi estinti…)…oggi mi sono svegliata polemica..

    • Alessandro il 22 Aprile 2010 alle 18:42
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    mi permetto di dire la mia a proposito di tanto affascinante argomento in quanto ritengo che la soluzione del dilemma sia alquanto più semplice, senza il bisogno di scomodare eventuali retaggi lombardi. Pensateci bene, la maggior parte delle persone ormai usa un computer per scrivere testi, e siccome la gente oggi fa di pigrizia virtù ecco che allora tener premuto il tasto shift per ottenere la tanto agognata "é" diventa una fatica inaffrontabile e quindi ci si arrende innanzi a siffatto ostacolo e si opta per la più immediata "è" che, come per incanto, appare immediatamente sullo schermo premendo un solo tasto anziché due (come vedete io a premere il tasto shift non ho alcun problema nemmeno con la parola anziché). Vi dico di più, molti ahimè ormai digitano "perche" senza nemmeno andar più a cercare nemmeno la "è"…

    • Valentina il 22 Aprile 2010 alle 18:42
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    secondo me no…però mi sa che la grammatica e l'ortografia si stanno sempre più abbassando ad assecondare l'uso corrente popolare: sono i libri che si adattano al modo di scrivere o pronunciare della gente e non i lettori ad imparare dalla carta stampata (a me urtano, ad es., i "qual'è" sempre più diffusi). Questo "perchè" (eppure il correttore automatico lo segna errore) dev'essere retaggio lombardo…qui si pronuncia così, così come si dice béne, ciélo…e stèlla…ed evidentemente in casa editrice lombarda è sembrato normale scrivere come si pronuncia..potrebbe sembrare una semplice questione di principio, ma l'anarchia ortografica dilagante la trovo pure io..orticarizzante!

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