I racconti di Veronica

“Si riversarono tutti docilmente sul sagrato della chiesa e si spartirono in due rivi neri, simili a lunghe falde di un frac.” Inizia così il primo racconto di “Come uno spirito nella notte”, opera prima di Veronica Borgo, già mia alunna al Classico. Sette racconti – editi da da Giovane Holden Edizioni – che confermano una vocazione letteraria non certo banale, anzi. Non a caso Veronica ha vinto parecchi premi letterari di prestigio. I racconti di questa silloge sono all’apparenza realistici, ma poi svoltano non sai come in direzione altra, aprendo porte che non ti aspetti. A volte emerge l’inquietudine, il terrore, altre la sensualità, oppure il sogno. Oltre alle figure femminili, protagoniste di ogni storia, ciò che tiene insieme questi racconti è lo stile, già maturo, convinto, sicuro. La firma di questo libro c’è tutta, ed è viatico per future conferme. Il mio racconto preferito? Penso “La visita”, dolcissimo e struggente.
 

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2 commenti

    • Claudio Calzana il 19 Aprile 2010 alle 13:44
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    Sono proprio contento di aver scelto quel racconto. L'ho anche riletto ieri, e la scelta mi si è confermata in pieno. Non credo dipenda dal fatto che è una storia vera, e per questo più tua delle altre; probabilmente ne "La visita" ogni parola è al posto giusto, non trovo un aggettivo di troppo. E' tutto narrazione, senza bisogno di enfasi o sottolineature, di quelle che uno scrittore impiega per far vedere quanto è bravo. Per me questo racconto rappresenta il tuo obiettivo narrativo, a questo devi ispirarti da qui in avanti per la tenuta, la sobrietà, l'attenzione. Non che il resto sia da meno, intendiamoci: il tuo è un esordio maturo, fin troppo direi, nel senso che potevi-dovevi esordire prima. Ma "La visita" è da antologia, punto.

    • Veronica il 19 Aprile 2010 alle 11:03
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    Ma grazie! Per tutte queste generose parole… e soprattutto per le ultime, per aver preferito "La visita". Perché, tra tutti i racconti, è l'unico autobiografico al cento per cento. Naturalmente in tutti c'è qualcosa di mio, ma questo è il più autentico, nel senso che ogni cosa, ogni parola è vera: tutto è avvenuto così come è scritto. E mi viene da pensare: non è anche la storia più banale? Non dico in senso dispregiativo: intendo dire che tratta un argomento "assolutamente comune", che coinvolge tutti coloro che amano e hanno famiglia, prima o poi. Una storia personale, che nello stesso tempo è condivisibile dai più: avrebbe potuto essere la più noiosa o la più ovvia. La più difficile, anche: perché parlare di se stessi è difficile davvero. Ciò che per me è interessante o importante non è detto lo possa essere anche per gli altri.
    Grazie, quindi, per aver scelto questa storia tra tutte: perché è il complimento migliore che mi si poteva fare. Grazie di cuore!

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