La banda delle quattro strade

«La banda delle quattro strade» di Mario Schiani è il romanzo delle sorprese. Punto uno, è pubblicato da Salani, casa editrice specializzata per i ragazzi, e uno pensa subito che il romanzo in questione sia per l’appunto dedicato a questa fascia di età. Falso: il suo romanzo è anche per ragazzi. Ma anche, e per certi versi soprattutto, per chi con i ragazzi ha a che fare, a cominciare dai genitori. Punto due, la scrittura: va via liscia, ti cattura e non ti lascia andar via. Sembra facile, sembra che ti viene fuori come niente, ma vi assicuro che è vero il contrario. A mio figlio Marco, per dire, ho consigliato il libro perché secondo me la trama lo prenderà, ma con la segreta speranza che magari impara a scrivere, una buona volta. Insomma, cari insegnanti prendete nota: questo romanzo può funzionare a scuola proprio con questo intento.
E non è tutto: Mario tira fuori dal baule della memoria le clic-clac, le palline qui a fianco che nei primi anni Settanta facevano un casino d’inferno. Chi ha una certa età se le ricorda bene, erano un incubo per grandi e piccini. Io ero una schiappa con le clic-clac, riuscivo a far incontrare le biglie giusto qualche volta, regolarmente umiliato dagli esperti del ramo. Mi facevo sempre male alle dita e i miei a chiedermi cosa ci provavo. Niente, era solo competizione, farle girare al meglio era considerato figo. Ebbene, leggendo questo romanzo ho finalmente capito il trucco per farle funzionare. Ma adesso è tardi, chissà dove sono finite. Mario, non è che per caso te ne avanzano un paio?

«Quel dolce nome» è il romanzo più recente di Schiani. Qui trovate la mia recensione.

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