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Ago 18 2011

Il commento di Epi

L’amico Epi mi scrive un bellissimo commento al mio racconto “Il catoblepa”. Ecco a voi le sue sagge parole, con il mio grazie per avermi dedicato tanto tempo e attenzione. [ccalz]
 

Carissimo Claudio,
ho letto il tuo racconto a puntate, come pure ho seguito i commenti. Devo dirti che la storia l’ho trovata carina e devo anche confessarti che ne ho fatto una lettura più tradizionale rispetto ai tuoi commentatori. Non ho finali alternativi e neppure prosegui da raccontare. Te l’ho detto altre volte che tu rendi bene quando sai unire ironia, divertimento (il lettore deve anche sorridere) e quel filino di profilo di umanità sulle cose della vita.
Certo un racconto breve deve finire con il botto per reggersi dal punto di vista narrativo. Non considero però la protagonista una vendicativa verso quegli uomini che non l’hanno mai degnata di grandi attenzioni. La sua azione è come se fosse l’ultimo tentativo di una angoscia esistenziale buttata in ironia. E’ come se pensasse: “questa volta la metto giù dura e vediamo come va a finire”. Non a caso il tuo racconto mi ha ricordato uno dei romanzi che al momento va per la maggiore (tra l’altro finalista dello Strega) “La vita accanto” di Mariapia Veladiano. Anche qui una bambina che nasce brutta, ma che più brutta non si può: la vita non potrà offrirgli grandi opportunità. In realtà lei saprà vivere un’esistenza segnata dalla fiducia e dalla speranza grazie ad un’amica grassottella (con la quale ha diviso le ironie dei compagni) e alla musica.
Che devo dire: sono un tradizionalista. Per me la vita riserva sorprese. Forse è una valutazione un po’ eccessiva per un racconto estivo. Quanto ai diversi finali e ai prosegui della storia (che ho tra l’altro letto con divertimento) ricordo casi analoghi con le finali delle storie che ci raccontavano da bambino. Tutte finivano con “e vissero felici e contenti”.
Vabbè! E poi? Come sono vissuti? Nessun orco dopo il loro matrimonio? Domande inutili: quello che è accaduto dopo è quello che accade a tutti, non c’è bisogno di raccontarlo. Ma quello che viene dopo il matrimonio, duramente conquistato dopo battaglie e scontri epici con orchi e quanto di peggio ci sia nella storia, trova senso in quello che è accaduto prima. La vita è così: momenti forti da affrontare con coraggio (anche con ironia) che danno speranza a giornate apparentemente grigie. 

 

Permalink link a questo articolo: http://www.claudiocalzana.it/2011/08/il-commento-di-epi/

2 comments

  1. Serena

    Oh, finalmente un po' di normalità, bravo Enzo. Non è che i racconti debbano proprio tutti finire con qualcosa di scioccante. O no?

  2. Martina

    Per colpa di Epi mi sono letta tutto il racconto: bello! però io preferisco pensare che alla fine lei, Laura, si vendica comunque dell'intellettuale, anche se è bello. Si vendica perché così voleva fare, e si trova intruppata nel meccanismo, non so se sono chiara. Era partita per fare quella cosa, e alla fine la fa. Presente lo scorpione che punge anche quando ci rimette? Ecco, una cosa del genere.

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