Positivo, aggettivo complicato

Claudio Calzana, Facing you

Succede che al termine dei CV i giovani si lasciano andare a espressioni tipo: «Mi ritengo una persona positiva». Non è colpa loro, povere gioie, ma la situazione attuale ha complicato la vita al termine “positivo”. Per aiutare i ragazzi a pennellare CV a prova di contesto, ecco un prontuario di sinonimi, con relativa spiega:

“concreto e orientato al risultato” fa leva sugli esiti, diciamo pure i fatturati;

“ottimista e fiducioso nel futuro” richiama valori e prospettive;

“serio e scrupoloso” vira i medesimi valori in prospettiva di affidabilità e diciamo pure obbedienza;

“socievole e portato a fare squadra” spinge il pedale della relazione e del team;

“desideroso di mettersi alla prova e affrontare nuove sfide” si spinge sull’innovativo andante;

“pronto a mettere in pratica quanto appreso” magnifica il corso di studi brillante;

“disposto a risolvere problemi e criticità che ogni lavoro comporta“ sottolinea l’attitudine euristica;

“impaziente di metter in pratica quanto appreso all’estero” schiaccia l’occhiolino all’imprenditore che gradisce i cervelli di ritorno;

“disposto a imparare da chi ne sa più di me” richiama il fatto che il sapere vero è quello che ha sede dentro l’impresa, non calato da fuori in abstracto;

“pronto a sbagliare e a imparare dai miei errori” lancia una sfida all’imprenditore intelligente;

“curioso del mondo e dei misteri della vita” spera nell’imprenditore poeta;

“positivo e asintomatico” la butta sull’ironico, per non dire in caciara;

“affascinato dal cambiamento” annuncia il temerario che non ha paura delle novità;

“flessibile” segnala che le ore di lavoro non sono un problema e lo stipendio non è il primo obiettivo;

“tenace e motivato” avvalora il tipo che non si scompone anche se l’obiettivo richiesto appare molto ambizioso;

Mi fermo qui che mi si è seccata la tastiera. Due raccomandazioni, a chiudere. Guai a mettere in fila tre o quattro delle sopracitate espressioni, va a finire che chi legge si stufa e cestina. Secondo, sempre a proposito di carattere e attitudini, evitare come la peste il termine “solare”, talmente inflazionato che mi ricorda la rucola, qualche anno fa te la mettevano anche nel cappuccino. Se uno si definisce solare, dimentica che tocca semmai agli altri dichiararlo tale. Per dirla tutta: il sole non è solare, è il sole e basta; è solare per noi, visto che ci illumina, riscalda, abbronza e persino attira.

Volete prendere esempio dal Cv di Leonardo da Vinci? Saggia idea, eccolo qua.

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2 commenti

    • Herbie il 6 Maggio 2021 alle 12:30
    • Rispondi

    E come la mettiamo con la canzone “Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo….”?

    1. La Divina Commedia emendata nella sezione che vede Maometto all’inferno, la Bella Addormentata che fa causa al Principe Azzurro perché la bacia senza adeguato consenso, l’invocazione di impiegare traduttori di colore per poesie di autrice di colore…. Quindi, caro/a Herbie, visto il clima la canzone si potrebbe riscrivere in molti modi. Ne propongo due: “Io prendo aperitivo perché son vivo, perché son vivo….; Io penso avversativo perché son vivo, perché son vivo… Adesso scrivo a Jovanotti e vedo come la prende.

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