Est modem in rebus?

L’articolo de L’Eco di Bergamo del 25 novembre 1997

L’avevo intitolato proprio così, Est modem in rebus, l’incontro tra Beppe Severgnini e gli studenti del Liceo Classico Paolo Sarpi per celebrare la vittoria al concorso nazionale Microsoft del Cd-Rom realizzato dalla “mia” 3ª D (ne ho parlato qui ieri). Alla presenza di diverse autorità, l’incontro si tenne il 24 novembre 1997, trovate tutto nella cronaca di Ines Turani. Fu una gran bella mattina, certo non priva di sorprese. La prima fu diciamo pure tremenda: la mattina presto mi chiama la moglie di Severgnini dicendomi che il marito ha la febbre e non se la sente di venire. Io a momenti svengo, avevamo prenotato l’Auditorium del Seminario per l’occasione, una sala da 900 posti per contenere gli studenti e gli insegnanti dell’intero Liceo. In più, mi ero dato da fare per una sorpresa per il padre di Severgnini, che alla veneranda età di 80 e passa anni avrebbe fatto parte della spedizione in quanto ex alunno del Liceo Sarpi, per un giro di parentele che da Crema, città originaria, l’avevano portato a studiare proprio a Bergamo. Al telefono, mi sono giocato proprio la carta della sorpresa: «Signora, abbiamo trovato la vecchia pagella del padre di Beppe, gliela volevamo regalare proprio stamattina…». Qualche giorno prima ero infatti sceso nella cosiddetta botola, l’antro sotterraneo che immagazzinava – e forse ancora oggi contiene – tutta la burocrazia scolastica del Liceo dall’Unità d’Italia ai giorni nostri. Immaginate faldoni da ogni parte, polvere, ragnatele, carte e protocolli, e soprattutto compiti in classe e pagelle di generazioni e generazioni. Bene, in questa Babele di carta, armato di pila, ero andato in cerca dei faldoni relativi agli anni scolastici di Severgnini senior; e siccome la fortuna aiuta gli audaci, ho messo le mani quasi per caso sul malloppo giusto, miracolosamente estraendo il desiato reperto, una pagella del Severgnini pater. Insomma, forte della pagella del tempo che fu, prego in ginocchio la signora di insistere con il marito. Mezz’ora dopo Beppe mi chiama: «Sono in viaggio, intabarrato e tachipirinato». Sospiro di sollievo del preside Gazzola, che ricordo con affetto insieme a Marzio Tremaglia, allora Assessore regionale alla Cultura.

In ogni caso: la mattina andò via liscia, fatto salvo che il summenzionato Severgnini senior che, vispissimo, non la smetteva più di raccontare il Liceo dei suoi tempi, a momenti si prese più tempo lui di tutti gli altri. Al termine, qualche libro in omaggio a ciascuno dei ragazzi della 3ª D, diciamo pure una miseria rispetto ai 25 milioni di lire in strumentazione multimediale che la scuola aveva vinto grazie al loro impegno. E non dimentichiamoci che per realizzare il Cd, a parte le tantissime ore di lavoro, ciascun ragazzo (incluso il professore) aveva sborsato qualcosa di tasca propria per acquistare i materiali necessari. Un ultimo ricordo: al tempo dei ragazzi del Sarpi parlò tutta Italia, con articoli su decine e decine di giornali e periodici. Grazie alla vittoria degli studenti della 3ª D, forse per la prima volta in ambito scolastico, si affermava con chiarezza che «non c’è contrasto tra la cultura classico-umanistica e le nuove tecnologie», come sostenne quella mattina Severgnini. Solo la cultura umanistica, infatti, consente quella visione d’insieme che riconosce l’uomo nella sua interezza, visione che spesso difetta alle conoscenze specialistiche e settoriali.

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1 commento

    • Fabio il 15 Aprile 2021 alle 22:23
    • Rispondi

    Severgnini per me è un grande!

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