Un passo sulle scale


L’altro giorno ho chiacchierato a lungo con un ex alunno, Massimo Pedrini. E intanto che snocciolavamo i rispettivi destini, lui in quel di Parigi, io ovviamente stanziale, sono andato in cerca del suo primo libro di poesie, «Io sono la mia rivoluzione», nel 2010 ne avevo scritto qui. Sorpresa! Dentro il libro scopro alcuni fogli antichi. La minuta di un tema di mia madre su Foscolo e Leopardi, con spunti molto personali, e alcune poesie di un suo giovane innamorato del tempo. Una poesia si intitola «Un passo sulle scale», con tanto di firma e data: «Un giorno, anzi un bel giorno 1952». Faccio due rapidi conti: è l’anno della maturità di mia madre, sta’ a vedere che si trattava di un compagno di classe o di scuola. L’emozione è intensa, non riesco a spiegarmi perché questi fragili fogli siano finiti nel libro di poesie di Massimo. Chi ce li avrà infilati, e perché proprio in questo piccolo volume? Non lo so, penso che sia inutile indagare i misteri. Mi piace semplicemente accoglierli, condividere con voi la gioia del loro ostinato accadere.

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3 commenti

    • Lorenza il 30 Marzo 2021 alle 13:30
    • Rispondi

    Bellissimo mistero. Potresti pubblicare anche le poesie di cui parli?

    1. Perdonami, cara Lorenza, ma non me la sento di pubblicarle. Troppo intime, private. Non sono state scritte per essere esibite. Spero che tu comprenda. Grazie

    • Liliana il 29 Marzo 2021 alle 18:46
    • Rispondi

    Le storie antiche, con poesie vergate a mano e intense emozioni, sono le mie preferite

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