Ultroneo? Inconferente? Ecco qua

Scissor crossover, dettaglio da una fotografia di © Robert Tarling 

Pensavo di averla finita con le parole belle, e invece… Magari qualcuno di voi non ne può più, ma che ci posso fare se un lettore, Beppe per la precisione, me ne manda due che sono succulente a dir poco? Eccole qua, le parole magiche: ultroneo e inconferente, tratte dal linguaggio giuridico, roba da azzeccagarbugli a dir poco. Dice Beppe: «Così in dittico credo significhino ‘che non c’entra per nulla’… almeno così l’ho interpretata io… deducendo che la mia controparte ritenesse che io avessi citato giurisprudenza che non c’azzeccava con il caso di specie…».

Io i termini me li sono andati a cercare per bene, caro il mio Beppe, ecco qua il risultato: ultròneo agg. [dal lat. tardo ultroneus, der. di ultro «spontaneamente», e, per estens., «di propria iniziativa, senza richiesta» – sta per spontaneo, fatto di propria volontà o iniziativa. Nel linguaggio forense (con uso in parte improprio ma largamente diffuso), sta per qualcosa che va oltre i limiti di quanto è necessario o richiesto e, in particolare, che è estraneo o superfluo alla controversia o ai fini della pronuncia del giudice. E inconferente chiederete voi? È un aggettivo [der. di conferire, nel significato di «contribuire, concorrere, giovare a qualche cosa»]. Nel linguaggio forense, si dice di atto giudiziario che non ha diretto rapporto, che non porta elementi validi per la decisione della causa in corso o, in genere, per la formazione di un giudizio (sinonimo, quindi, di irrilevante): tenuto conto delle prove già acquisite, il giudice ritiene superflua e inconferente ogni richiesta di ulteriore indagine sui rapporti tra l’imputato e l’offeso.

Se queste espressioni non vi son bastate, ecco una signora dose di altre parole belle.

Se invece vi va di assaggiare qualche palindromo….

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4 commenti

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    • Anonymous il 28 Settembre 2010 alle 19:29
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    Caro Quel Beppe, non è che io abbia grande merito se non quello di intestardirmi nel cercare il significato delle parole… e su "in dittico" sto sudando sette camicie.:-)

    Il Paolo

    • Anonymous il 28 Settembre 2010 alle 10:59
    • Rispondi

    Complimenti Paolo… ammutolisco di fronte al tuo brocardo… termine che, mi pare, richiami il nome d'un giurista autore di volumi di norme canoniche…
    Quel Beppe

    • Claudio Calzana il 28 Settembre 2010 alle 09:41
    • Rispondi

    Paolo, sei una miniera, anzi una fucina di espressioni colte. Magari il Beppe ha voglia di risponderti così fate dialogo a vantaggio dei lettori.

    • Paolo il 28 Settembre 2010 alle 09:40
    • Rispondi

    … adesso ci vorrebbe un post per "in dittico", giacché "Causa causae est causa causati. La quale massima giuridica poi sarebbe, e qui rilancio, un "brocardo". 🙂

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