Libri come yogurt?

Claudio,
non so se il tormento del disporre i libri è finito, ma ho una considerazione che potrebbe far raggelare quanti ti hanno seguito. Mi riferisco al destino che subiranno nel giro di pochi decenni i nostri libri: l’autodistruzione. Ebbene sì, la carta, le colle fanno sì che i libri non possano durare all’infinito, come si poteva invece fare fino a qualche secolo fa. Una riprova? Prendete i libri acquistati negli anni ’80, ma meglio ancora nel ’60-’70, noterete un alone giallo che fa da cornice alle pagine: è l’inizio dell’autodistruzione. Che dire: vale la pena di legarsi così morbosamente al prodotto libro o ci basta ricordare gli scritti e le emozioni. Tranquilli, una consolazione esiste: noi riusciremo a sopravvivere a questa autodistruzione. Sarà faccenda dei nostri posteri. Continuiamo pure a comprarli, a catalogarli e ad amarli. Tralascio per ora ogni considerazione sugli e-book, che sarebbero l’altro tema legato alla disposizione (o non disposizione) dei libri. Qui non si prevede autodistruzione, ma come li catalogheremo? Dove li terremo? Ecco un altro capitolo sul quale puoi spremere le tue meningi.
Ciao, Enzo

Caro Enzo, il mio tormento sarebbe anche finito, ma tu con questo tuo intervento a gamba tesa generi sconcerto, per non dire panico. Ma come: uno spreme il portafoglio per dei beni che presto o tardi non saranno più tali? Pagine che si fanno nere, cieche? Eh no, non facciamo scherzi. Hai voglia a consolarmi con il fatto che sarà faccenda dei posteri, non ci casco proprio. E poi, pensaci un attimo: da un lato libri che vanno a ramengo, dall’altro e-book e Kindle vari che passeggeranno sulle macerie delle nostre biblioteche. No, i libri non sono yogurt, non ci sto, non ci credo, mi tappo le orecchie. Preferisco non pensarci, e baloccarmi con i miei universi ordinati. [ccalz]

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4 commenti

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    • Claudio Calzana il 5 Luglio 2010 alle 14:49
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    Caro Beppe, quel che proponi è una sorta di geriatria per la carta stampata? Un luogo dove i libri che hanno qualche problemino, non di grinze o rughe, semmai vitiligine, scompensi dovuti all'età, aloni d'ogni tipo e misura, si recano con gioia per poi tornare in piena forma alla biblioteca d'appartenenza. Ovvero, meglio, realizzare un repartino geriatrico in ciascuna biblioteca, con tanto di badanti, iniezioni al bisogno, tinture d'ogni colore. Anzi, proviamo così: magari anche per un libro l'importante è sentirsi giovane dentro…

    • Beppe il 5 Luglio 2010 alle 08:58
    • Rispondi

    L'invecchiamento spaventa donne, uomini e… libri… mi vien da dire: il restauro e il lifting come rimedi paralleli? Proporrei iniezioni di collagene contro i gialli aloni del contorno-pagine!!!
    Ad ogni modo ci vuole la giusta DISPOSIZIONE… D'ANIMO!!!

    • Claudio Calzana il 3 Luglio 2010 alle 14:13
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    Paolo, accidenti, così non è che mi consoli. Il mio piccolo impero di carta che fine farà? Dovrò presto o tardi disporre delle custodie modello DVD? Ovvero guardarmi degli indici alfabetici modello Ipod? Roba talmente ovvia da abbacchiarmi. Per questo nel mio pensier altro mi fingo.

    • Paolo G. il 3 Luglio 2010 alle 14:11
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    eh sì, Claudio, è un signor rilancio quello di Enzo. Di quelli che non ti aspetti e ti lasciano di stucco se non di sasso. Non è un bluff, però. Anzi. A consolarti può essere il pensiero che, in ogni caso, qualcosa da accarezzare, come dei libri intendo, resterà. Saranno dei DVD di backup dei preziosi testi o qualche equivalente supporto o chissà che altro. Roba, comunque, che se uno vuole, si può cimentare a disporre… 🙂

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