Flamenco in cattedra

Magari certe cose dovrei tenermele per me. Ma tant’è, i ricordi di scuola arrivano quando gli pare e se non gli dai retta capace che se la prendono. E allora niente dubbi, e raccontiamo i fatti per quel che sono. Quando insegnavo, avevo in repertorio alcune punzioni esemplari per gli alunni che combinavano qualcosa di storto. Tipo arrivavano in ritardo, non consegnavano i compiti, si sottraevano sistematicamente alle prove. C’era la relazione orale, ad esempio: chiedevo al malcapitato di farsi un giro per i corridoi, senza specificare altro. Il quale soggetto dapprima strabuzzava visto che l’uscita era sempre meglio di restare tra le quattro mura. Ma al ritorno, inesorabile, la pena: “Adesso mi fai una relazione. Titolo: i corridoi della scuola secondo me. Otto minuti devi parlare filato, se sono meno do la parola al registro”. Il quale registro per la verità non è che parlasse tanto, ma certamente incuteva abbastanza. Morale, ricordo relazioni surreali, deliri appassionanti con la classe che si scompisciava a seguire il poveretto che si arrampicava sui vetri di quell’inutile dire. Per le ragazze ritardatarie avevo escogitato di meglio: le invitavo, si fa per dire, a ballare il flamenco sopra la cattedra, a vantaggio della classe perlopiù attonita. La cosa strana era che le fanciulle ballavano eccome, con tanto di similnacchere e qualche olè, con i tacchi a profanare il tempio. Non so come la vedete voi, ma a pensarci bene come insegnante non ero proprio a registro (appunto), tra l’altro “L’attimo fuggente” era di là da venire. Mi rendo conto che qualcuno di voi lettori non crederà a una riga di quel che ho scritto, per cui chiedo a qualche ex alunno di venire in mio soccorso, di portare le prove. Purtroppo è tutto vero… E, già che ci siamo, se qualche alunno del tempo si ricorda qualche altro supplizio da me impartito, beh, si faccia avanti. Sono qui col piede fermo, pronto a trangugiare l’amaro calice. Completa questa mia confessione “Ballerina di flamenco”, di Fernando Botero.

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24 commenti

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    • Tania il 9 Giugno 2010 alle 14:04
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    Proprio infame…a me venne richiesta la lambada addirittura ma preferii l'aula del preside…d'altronde meglio perdere l'anno che la dignita'…ciao Claudio…bellissimi ricordi ma nulla in confronto al seguente dialogo: profe,scusi sono venuta a sapere che voto mi ha messo nell'interrogaxione di oggi…Sanfilippo non vedi che sono occupato?torna in un altro momento…sto leggendo l'ultimo numero di Tex Willer….mi scusi…

    • Marina il 2 Aprile 2010 alle 16:05
    • Rispondi

    Bè pensate che noi lo abbiamo in Azienda, tutti i giorni ….. ha pure una posizione che … ti tocca ascoltarlo! 🙂 🙂 🙂
    Sulla sua scrivania c'è una clessidra e il mio pensiero, quando vado da lui in ufficio è: "e se adesso la gira e al termine della sabbiolina mi dice TEMPO SCADUTO!!! Con mè non lo ha ancora fatto ma pensate che ansia quel gesto!!!

    • Claudio Calzana il 4 Marzo 2010 alle 10:36
    • Rispondi

    Grazie Massimo. Di quella mitica classe ce n'è qualcuno in giro tra Facebbok, rete e dintorni? Fammi sapere, ciao.

    • Massimo il 3 Marzo 2010 alle 18:14
    • Rispondi

    Io non ricordo nessuna tortura e nemmeno nessun evento particolare accaduto durante le ore di storia e filosofia con Claudio…
    …pero' ci tenevo parecchio a lasciare una traccia sul BLOG della mitica QUINTA A (A perche' c'era solo quella!) del Liceo di Trescore!!! Correva l'anno 1989/1990!
    Un abbraccio Prof!
    Massimo

    • Claudio Calzana il 3 Marzo 2010 alle 16:35
    • Rispondi

    Eli, dai un occhio alla mia nota di oggi e vedrai che di questa tortura mi sono proprio ricordato. Ma la Gabbia piangeva dal ridere?

    • Elisabeth il 3 Marzo 2010 alle 16:34
    • Rispondi

    La cosa più "cattiva" che ricordo è una Gabbiadini in lacrime mentre il prof. leggeva appunti e pensieri dal suo diario personale a tutta la classe…punizione per non seguire attentamente una pallosissima lezione di filosofia (forse sull'incomprensibile Leibenitz)!!!!

    • Claudio Calzana il 2 Marzo 2010 alle 19:41
    • Rispondi

    Per fortuna che qualcuno conferma i miei ricordi: il flamenco era vero! Grazie Elisa! E Grazie Beppe per la splendida idea. Al gruppo vorrei iscrivermi per primo…

    • Beppe il 2 Marzo 2010 alle 19:40
    • Rispondi

    L'elenco si allunga sinistramente… fondiamo un gruppo: Vittime di Claudio…

    • Elisa il 2 Marzo 2010 alle 19:40
    • Rispondi

    ioioioio!! ebbene si..io ho ballato il flamenco! fortunatamente non sulla cattedra (fortunatamente soprattutto per la cattedra..)..per non parlare di una simpatica relazione sul famosissimo filosofo SAN PELLEGRINO..si..quello dell'aranciata!
    ebbene si..è tutto vero!e ricordarlo mi sta facendo morire dalle risate durante questo triste e lungo turno in nave! un saluto prof dalla R/V mariagrazia!

    • Beppe il 2 Marzo 2010 alle 16:22
    • Rispondi

    Beh, scusa caro Claudio, dimenticavo la lezione che ho dovuto tenere (causa solito disturbìo in classe) con il caro compagno Barcella (compagno di disturbìo) su Kant, le sue stramaledette categorie e… delle valigie… ho cercato di ricordare di più ma ho avuto un calo di zuccheri…

    • Enrica il 2 Marzo 2010 alle 14:50
    • Rispondi

    Claudio, mi ricordo quando hai fatto fare le veline a Luciana De Biasi e Manu Assolari .. insomma, le due belle se lo potevano permettere di fare i balletti delle veline 🙂 chissa' se la scelta di NN far ballare il flamenco a loro due sia stata casuale !! Un abbraccio prof ..

    • Claudio Calzana il 2 Marzo 2010 alle 13:05
    • Rispondi

    Ragazzi, Alberto T. ha ragione da vendere: ero proprio fuori asse. Se al tempo ci fossero stati i telefonini davvero mi avrebbero recluso…

    • Valentina S. il 2 Marzo 2010 alle 12:58
    • Rispondi

    Con orgoglio posso dire di aver assaggiato pure io un paio di punizioni del "mio prof alternativo-di storia e folosofia". La prima: ultimo giorno del giro di interrogazioni programmate di storia…io come la Francy Sannelli avevo già dato…per cui abbiamo ceduto la nostra prima fila agli ultimi malcapitati per rifugiarci in ultima …a giocare a Uno!
    Confidavamo nell'essenza alternativa del proff., per cui abbiamo osato" tanto"…e siamo finite a trovare la Preside…
    "Prof, la Preside non c'è…" .."Lo so, è alle Hawaii…ora venite qui, una a destra e una a sinistra…in ginocchio"…
    e…sbam,scappellotto sincronizzato!

    • alberto T. il 2 Marzo 2010 alle 11:58
    • Rispondi

    Caro Claudio,
    a poche settimane dalla fiction su Basaglia, un'altra conferma che i matti sono sempre stati fuori. E nello stesso tempo mi immagino te oggi a S. Vittore, dopo che You tube ha fatto vedere in tutto il mondo le tue punizioni che la Gelmini al tg1 ha definito da zero in condotta, ma per il professore.
    Ma, come capita ai fuori di testa e ai pubblicitari nei brainstorming, ecco l'idea:
    da un blog nazionale, la pubblicazione di un libro di racconti.
    VAI DIETRO LA LAVAGNA
    le punizioni più creative a scuola

    ciao

    • laura il 1 Marzo 2010 alle 22:48
    • Rispondi

    Caspita…io sono vecchia, nei miei ricordi non c'è nulla di tutto ciò….l'insegnante era in cattedra e noi nei banchi….punto, stop. Poi ci si divertiva in altri momenti, tipo alla pizza di fine anno….ma…forse…erano davvero altri tempi!!! Ah….dovevo nascere qualche anno dopo…mannaggia! 😉

    • Lia Paola il 1 Marzo 2010 alle 22:09
    • Rispondi

    La macarena di ilaria e' entrata nella storia, me la ricordo benissimo anch'io! grande momento e, soprattutto, grande ilaria…

    • Gianni X il 1 Marzo 2010 alle 22:08
    • Rispondi

    Io ricordo un ottimo Giuseppe Macchione (detto" il Raul Bova de noi artri") fare scena completamente muta alla sua primissima interrogazione in storia;tema dell'interrogazione: l'incastellamento. Correvano i tempi della prima liceo corso D, annus Domini 1994/1995.
    Da allora e fino alla terza liceo, ogni volta che Macchione veniva interrogato in … Mostra tuttostoria sulla lezione del giorno o sul programma svolto, doveva rispondere sempre e comunque a qualche domanda sull'incastellamento. Per tre anni!!
    Il Macchione Giuseppe, presa la maturità, partì dunque per la legione straniera.

    • Claudio Calzana il 1 Marzo 2010 alle 19:45
    • Rispondi

    Adesso che me lo scrivi ricordo tutto nei dettagli, persino il passo strascinato del giovane BP. Ma ero sadico o solamente fuso?

    • Anita il 1 Marzo 2010 alle 19:43
    • Rispondi

    Io mi ricordo Bruno costretto a fare un défilé perché stava accusando il peso di una qualche lezione di filosofia. Bruno, dopo qualche attimo di incredulità si alza e tenta qualche passo esitante sul fondo dell'aula, immediatamente apostrofato: "Pelliccioli, un po' di animo, così non sembri uno che sfila, ricordi più che altro uno al nono mese di naja".

    • ccalz il 1 Marzo 2010 alle 19:11
    • Rispondi

    Ilaria, eri tu, dunque! E soprattutto: ma allora era proprio vero che facevo ballare le ragazze in cattedra! Perché mica sarai stata l'unica, dai…

    • Ilaria il 1 Marzo 2010 alle 18:55
    • Rispondi

    Credo si parli di me circa la ballerina di "flamenco" ritardataria e pure come corporatura ci siamo! Una delle mattine di ottobre del primo liceo, periodo in cui lei iniziò a farci sognare di filosofia,con le sue parole e indossando quel fantastico maglioncione giallo zafferanno anni novanta, io x l'ennesima volta, lo confesso, arrivai tardi. Così lei mi invitò, se volevo essere ammessa alla lezione, a ballare non il nobile flamenco, quanto la più commerciale macarena elevandomi a impacciatissima cubista sulla cattedra!!!il momento più imbarazzante della mia vita, ma forse ha aperto le porte a tante disinibizioni…sarà x quello che alla soglia dei 30 mi sono iscritta e appassionata ai balli caraibici?

    • ccalz il 1 Marzo 2010 alle 18:04
    • Rispondi

    Ragazzi, non pensavo di essere arrivato a tanto. Eppure, se lo dite voi… Adesso temo i ricordi di altri ex alunni, chissà cosa arriva. ..

    • Valentina il 1 Marzo 2010 alle 18:03
    • Rispondi

    Io mi ricordo che chiese, anzi ordinò a un Pizzigoni ritardatario di cantare O sole mio. Ma lui preferì un'altra cosa, tipo Quel mazzolin di fiori. Lei non si scompose, ma diede la parola al registro: "Pizzigoni entra in ritardo non giustificato, e, alla richiesta di intonare O sole mio, si rifiuta, preferendo Quel mazzolin di fiori". A imperitura memoria.

    • Beppe il 1 Marzo 2010 alle 17:31
    • Rispondi

    Eccomi…. non di corridoi si trattava ma 1. Della terrazza e della vista che se ne gode (stante il primaverile tepore): con conseguente FAVOLOSA relazione… che improvvisatore!!!! 2. Spostato con il banc(hin)o accanto alla cattedra, per due ore filate!!! Grazie prof… anzi, CAPITANO, MIO CAPITANO!!!

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