Il primo giorno di scuola, ovvero lo Stefano

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Il primo giorno di scuola è una di quelle prime volte che lasciano il segno. Sapendo già leggere, mi ricordo che sono entrato in classe con fare baldanzoso, della serie qui sono e sarò il primo. Ricordo la maestra, fece l’appello e poi rimase lì a guardarci dalla cattedra: non rammento attività particolari, solo che lei ci guardava. Mi rendo perfettamente conto che non può essere andata così, fatto sta che il ricordo questo mi consegna: si vede che c’è una ragione, e me la tengo stretta. Alle pareti le lettere con i disegni, il cosiddetto abbecedario, A di ape, B di banco e via correre. Mi sono subito accorto che c’era un compagno di classe che sapeva leggere: aveva la mia stessa espressione di trionfo stampata sul viso. Era lo Stefano. Arrivando in prima io non mi ero posto il problema che saper leggere non basta, bisogna anche saper scrivere, e far di conto: lo Stefano sapeva TUTTO, arte geografia scienze, persino in disegno era capace, risolveva anche le equazioni di ottavo grado. Sfido io, sua mamma insegnava matematica allo scientifico. Morale: ho avuto in classe lo Stefano fino alla quinta liceo, dai sei ai diciannove anni. Era talmente il migliore della classe che a un certo punto ho smesso di studiare, tanto non c’era sugo. All’uscita del primo giorno, mia mamma a prendermi, mi chiede com’è andata. Bene, dico io, ma non era vero per niente.

2 Commenti

  • claudio Posted 22 Giugno 2009 09:37

    MI sa che lo conosco anch'io…

  • anna Posted 21 Giugno 2009 18:15

    Io ne conosco uno che il primo giorno di scuola ha detto: "la filosofia sarà il mio pane, la storia mi disseterà". Poi ha trovato un tizio strano che parlava di tesi antitesi e sintesi: ha deciso che si sarebbe dato all'ippica. O in alternativa alla scrittura. In entrambi casi all'uso smodato di alcool!! =D

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