Alessandra a Lovere, o quasi

La faccio breve: Alessandra doveva venire a Lovere, sì aveva qualche impegno ma mi aveva detto che faceva il possibile per esserci alla presentazione venerdì scorso. Infatti non si è vista, ma… Beh, provate a leggere qui sotto, e scoprirete che cosa le è successo l’altra sera, una coincidenza davvero particolare, direi. Mica per niente avevo profeticamente scritto che a Lovere è stata una serata speciale. Un unico commento: dillo alle tue amiche, Ale, non è che il mio romanzo parla solo di cimiteri e di morti… [ccalz]

Purtroppo l’altra sera non ce l’ho fatta; non sono riuscita a liberarmi per tempo. Però in un certo senso ho partecipato… Per pura casualità, mentre verso le 22,00 salivo in Val Seriana per tornare al paesello natale nella speranza di dormire al fresco, ho composto il numero di cell. della Lilly, amica storica, per proporle due chiacchiere davanti a una birretta. Mi risponde sottovoce, neanche fosse in chiesa, e mi dice che purtroppo non è a Nossa, ma si trova in quel di Lovere in libreria.
Ma và?!? Ma guarda che coincidenza! La domanda sorge spontanea: ma non sarai mica lì a sentire Calzana? Mi risponde: no, sono qui con la Chicca che sta cercando un libro, però in effetti di fuori c’è uno, anzi due, che parlano di cimiteri e morti. Tombola, le dico, è lui, un mio ex professore che sta presentando il suo libro; e, tra l’altro, gli avevo promesso che sarei andata a sentirlo. Mi interrompe e mi dice che sta incominciando a piovere e che ora l’allegra brigata sembra voler trovare riparo in libreria. A questo punto, visto che la presentazione pare interrompersi, la prego di approfittare del momento di defaillance e di portarLe il telefono così posso giustificare la mia assenza via cellullare. Ma la Lilly, ahimè, quando vuole, sa essere molto timida e ancor più cocciuta: dice che non se la sente; e men che meno sarebbe disposta, senza passaggi di telefono, a portarli lei di persona i miei saluti. E così, tetragona ad ogni mia insistenza, mi congeda velocemente dandomi della fuori di testa. A me, invece, sembrava che la situazione fosse talmente ben congegnata, nella sua assoluta casualità, da meritare miglior fortuna…
E vabbè, vuol dire che sarà per la prossima volta.
Alessandra

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