La paglia di Van Gogh

Vi segnalo un piccolo libro, una conversazione tra il poeta Roberto Mussapi e Marco Dell’Oro. Si tratta de “La paglia di Van Gogh”, edito da Marietti. Uno splendido libro dalle infinite tracce e suggestioni, un libro che prende a tema “qualcosa che non c’è più. Parla dell’infinito.” Tra poeti e scrittori, escursioni nella storia dell’arte e incursioni in memorabili film, “La paglia di Van Gogh” dice che l’infinito si assenta, o forse retrocede, per evitare di venir eroso dalla frenesia dell’uomo roditore. Il trascendente, “soffice e sciantoso”, comunque insostenibile, è per tale percepito dal poeta, che soffre il limite della finitudine, pur consapevole che “l’infinito è inarrivabile, non impercettibile.”
Con le parole, l’oltre non si può dire, se detto scompare. Si può dire l’assenza, semmai, l’esperienza dell’infinito può avvenire nel sentirsi parte di qualcos’altro: un movimento che ha a che fare con la speranza, non quella di andare altrove, ma di tornare e condividere quanto visto e vissuto.
Gran lavoro, quello di Dell’Oro, che incalza Mussapi, lo invita e lo sfida a ragionare sulla poesia, sull’arte e sulla vita.

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