Gli angeli, 1

Dopo 5 voci di lettori, provo a fare il primo punto sugli angeli custodi del conte. Io pensavo che le librerie fossero una cosa ordinata, geometrica persino. Dove un libro ne precede un altro e così via, con l’unica interruzione della spalla di legno, quando occorre. Invece no, a quanto pare “Il sorriso del conte” ha angeli speciali, diversamente intesi. Vabbene Alberto che il libro l’ha appoggiato sul tavolo in cucina, ma è scusato, l’ha appena comprato, quindi passi. Vabbene pure Silvia, sul comodino si sa che c’è spazio per letture diverse, quindi affollamento garantito. E dai, promuoviamo pure Laura, ha tanti figli, gatti e parentele, quindi proporzionale confusione necessaria. Ma che dire dell’Anna Desidò, che il sorriso se lo trascina in borsa e per via? E, soprattutto, che dire di Chiara: non è geometricamente possibile che un libro stia tra quattro altri libri. Tutti libri belli e d’eccezione, niente da dire, Chiara, ma spiegami per favore come li tieni, tu, i libri, che non ci arrivo a capire. Forse ne hai, oltre che a sinistra e destra del conte, uno sopra e uno sotto? Oppure il tuo concetto di vicino, e di angelo custode pure, è un po’ lasco, nel senso che il conte Angelo, per l’appunto, di angeli ne attira parecchi, ovvero ne ha bisogno, visto la vita scombinata che ha vissuto? E tutti voi che leggete questa mia: avanti, confidate gli angeli, qui la curiosità cresce che è uno spasso.

 

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