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Ago 03 2011

Bello quando i lettori

In occasione della pubblicazione del mio racconto “Il catoblepa” avevo chiesto ai miei lettori di suggerirmi finali nuovi e inaspettati. E così è stato, anche di più. Il Paolo ha proposto un finale del tutto a tono, la Mariangela ha addirittura scritto un racconto parallelo al mio catoblepa, proprio in 5 mosse come l’originale, il tutto postato nei commenti. Bello quando i lettori ti confortano tanto, si vede che si accende una scintilla. Conforta la scrittura e lo scrittore. L’immagine presenta la sequenza di Fibonacci secondo Mario Merz.

Permalink link a questo articolo: http://www.claudiocalzana.it/2011/08/bello-quando-i-lettori/

8 comments

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  1. mariangela

    Sì, buone vacanze Claudio!!! BUONISSIME vacanze!

    Bepz, però vorrei capire qual è il sentimento che li muove, gli stronzoni… Sennò, come faccio a scrivere "al maschile"?

  2. Anonymous

    Buone ferie prof…
    Mariangela, lasciamo il Caludio alle sue cose estive e veniamo a noi: io concordo sulla stronzaggine dei trombatori seriali (che di norma non hanno prove)!
    Questa cosa mi diverte…
    Bepz

  3. Claudio Calzana

    Tenutario in senso lato, dai.

  4. mariangela

    Vorrei farmi un po' di mare pure io, visto che ci abito, al mare, e finora l'ho visto solo due volte… Però, un giretto quotidiano qui da Claudio non può mancare!

    Buone vacanze, tenutario! (Ma non erano solo donne? Vedi a immedesimarsi che succede…)

  5. Claudio Calzana

    Il qui presente tenutario del blog est in ferie, per cui a farla breve sarebbe dell'idea di lasciar fare ai suoi fedelissimi. Almeno per un po', dai…

  6. mariangela

    Giusy (Beppe?), il grande capo Esticazzi direbbe: "l'è düra!"

    Perché è come chiedersi: ma le donne "sanno" dei sentimenti degli uomini, e gli uomini "sanno" dei sentimenti delle donne? Oppure li interpretano secondo il proprio sesso? Per fare uno dei tanti esempi possibili, se un uomo oltre alla moglie e all'amante, si tromba pure la segretaria, per me (donna) è semplicemente uno stronzo. Invece, vai a sapere cos'è per un uomo. Magari è mosso da un dignitosissimo sentimento a me sconosciuto perché io (donna) già sarei sufficientemente oppressa da una banale bigamia! Non so. Ditemi.

    Poi, magari, di esempi ne faccio anche altri e rileggo il racconto di Claudio per trovare "eventuali" e involontarie mascolinità (però, se Claudio fa la stessa cosa col mio…).

  7. Anonymous

    Mariangela mia… il tuo gioco è interessante!
    Scrivere da LEi pur essendo un LUI, ma non un LUI che fa la LEI, ma proprio come una LEI… e viceversa ovviamente. Ma come si fa?
    Beppe… o Giusy?!

  8. mariangela

    Mi viene da suggerire un altro gioco: dove, eventualmente, nei due racconti il maschio che ha scritto da femmina non lo è stato, e dove la femmina che ha scritto da maschio, idem all'inverso? Insomma, i maschi sanno essere femmine e le femmine sanno essere maschi fino in fondo? O sono due mondi tutto sommato troppo distinti per poter essere raccontati dall'altra metà del cielo (a meno di non essere psicologi di ultradecennale esperienza)?

    P.S. Nel caso del Catoblepa e mio racconto parallelo, ad esempio, io femmina che ha scritto da maschio in fondo non ho fatto altro che accettare il gioco consueto: "lui" (anche se scrive come fosse lei) decide la danza, "lei" (anche se scrive come fosse lui) segue il ritmo… Nulla di nuovo sotto il sole, dunque?

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