«

»

Lug 23 2011

Il catoblepa, 4 (di 5)

Afro, Casa bruciata (1962)   

Dopo aver svelato cosa caspita significa catoblepa, avanti con la quarta parte del racconto. Appuntamento a domani per la quinta e ultima puntata, con tutti i commenti del caso. [ccalz]

Ho cominciato a passare in rassegna i profili, a guardare ben bene le teste. Alla fine a questo si riduce Facebook, una sfilata di faccine. Cercavo quelle pensanti, quelle pesanti: con gli intellettuali c’è più soddisfazione, sono tipi educati. Se ti vedono cesso mica te lo dicono in faccia, non scappano via, gli tocca anche starti a sentire. Gli avrei detto: “Mica mi avrai scelto per il mio aspetto esteriore? Non dicevi che a me, solo a me, sei riuscito a dire certe cose? Siamo qua per capire se davvero tra noi c’è qualcosa di magico”. L’unica difficoltà era rimanere seria mentre lo dicevo.

Alla fine ho deciso: il tipo aveva la testa grossa, anche se in basso finiva in un mentino che non c’entrava molto; capello corto, occhio umido, sguardo rincagnato. Una miriade di pagine linkate tutte da impegnatissimo, ogni giorno una frase importante e, per via dell’età, canzoni anni Sessanta da Youtube, persino qualche Carosello. Un candidato perfetto, un’oretta di strada da dove sto davvero, sul profilo col cavolo che ci metto la mia città giusta. Lui un paio di volte me l’aveva buttata lì, ma sempre alla larga, gli intellettuali nel ravvicinato si disuniscono, non arrivano mai al punto. Io avevo lasciato cadere, ma che ci vuole a riattizzare? E infatti così è andata, appuntamento il sabato dopo.

Dove ci vediamo? Al solito bar tal dei tali? No, chatta lui, parcheggia vicino alla rotonda fuori dal casello, arrivo io. Hai capito l’animale? Al parcheggio, della serie c’è un posticino a due passi da qui, vedrai che incanto. Digito “va bene”, tanto che me ne frega. Oddio, il fatto che aveva la Subaru non mi tornava. La Subaru non è proprio la macchina dell’impegnato medio, ma sul momento non ci ho fatto caso. Ho pensato solo fammi vedere che faccia ha questa Subaru, l’ho stampata e me la sono messa in borsa. Via, dai che sabato ci si diverte. Ci si sfoga con il catoblepa.

 

Permalink link a questo articolo: http://www.claudiocalzana.it/2011/07/il-catoblepa-4-di-5/

7 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. Claudio Calzana

    Dimenticavo: non mi è chiaro perché me lo chiedi, Mariangela, ma ho una Volkswagen, ovviamente la CC…

  2. Claudio Calzana

    Speriamo di non deludere con il gran finale, che peraltro si presta a molteplici letture. Così comincio a complicarvi la vita, eh eh.

  3. Associazione Culturale Rilego e Rileggo

    Non vedo l'ora di vedere la fine del racconto. Domani leggerò il seguito da casa!

  4. mariangela

    Claudio… che marca di auto hai? 😉

  5. Anonymous

    Questa, a mio parere Claudio, è una puntata un po' interlocutoria: non graffia come le precedenti. Forse è meglio, così si rifiata e ci si prepara per il gran finale, credo. Comunque anche qui c'è la sua bella perla: "Lui un paio di volte me l’aveva buttata lì, ma sempre alla larga, gli intellettuali nel ravvicinato si disuniscono, non arrivano mai al punto" 🙂

    Paolo G.

  6. Claudio Calzana

    Tosta? Ganza? Tonta? Mah…

  7. mariangela

    Eh, no… la tizia è un po' tonta! Quando mai si dice sì al parcheggia fuori dall'autostrada che poi arrivo io con la mia auto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>