Lux è bellissimo, bravò

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Aline è una ragazza francese, ma certamente l’italiano per lei non ha segreti. Leggete un po’ che scrive del mio Lux. [ccalz]

“Lux” ha stuzzicato la mia curiosità e l’ho letto in più volte, gustandomi uno/due/talvolta anche tre capitoli per volta. Devo ammettere che il libro mi è piaciuto. Mi sono pure molto divertita scoprendo la storia di questi 4 “scapestrati” che cercano di sfruttare o semplicemente adottare gli ultimi passi avanti della tecnologia arrivati in provincia, quali il cinema e il telefono. In realtà non si percepisce attraverso la lettura quel vasto lavoro di ricerca che sta a monte, perché il segreto sta proprio qui: la storia “fila come un treno” coinvolgendo il lettore. Insomma, lo stile è fresco e il ritmo è veloce, come quel “bicicletto” così caro ad uno dei protagonisti. Le battute sono ben comprensibili persino a una Francese come me, e, così sapientemente dosate, conferiscono all’insieme un tocco di credibilità, o, per dirla nella lingua di Molière, quel “couleur locale” che non guasta. Aline

Hai fatto una gran bella lettura del mio Lux, Aline, grazie infinite. Hai indicato tre faccende che mi stanno parecchio a cuore, ovvero: la questione della tecnologia e dell’impatto che ha nella vita quotidiana delle persone; il ritmo, senza dimenticar lo stile, che deve per l’appunto filar via senza che uno ci faccia conto, ma il lavoro per renderlo tale è in effetti impegnativo; e infine: le battute, cioè i dialoghi, che sono la parte più delicata di un romanzo, ci vuol niente a farle suonar false e a vanificare anche la trama migliore. Come ho già detto e scritto, il parere dei lettori è per me quello decisivo: i critici leggono per dovere, i lettori per piacere. E se arrivano in fondo con gioia, se parlano bene del libro che hanno letto e lo consigliano pure, beh, uno scrittore non può chieder di meglio. Grazie ancora. [ccalz]
 

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