La frana e le colpe

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Domenica me ne andavo a spasso con mia moglie per le nostre zone quando incrociamo la frana che qui documento. Ora, ne ha parlato L’Eco, ovviamente, anche perché ci sono famiglie che rischiano la casa e certamente se la vedono brutta. Da anni la situazione era nota: è mai possibile tagliare in due una collina e pretendere che stesse in piedi senza protestare? Ovvio che no, e la colpa non è delle piogge, del clima tropicale, di chissà qual congiura. No, la colpa è di chi ha pensato bene di trattare quella collina come un pandoro, inserendo dei contrafforti che alla prima situazione critica si sono lasciati andare. Spero che certi comportamenti vengano sanzionati come si deve, che certi danni vengano risarciti. Che si capisca una volta per tutte che non si può trattare il nostro ambiente come se ne fossimo padroni e despoti, perché da quello dipendiamo e non viceversa. Ecco, questo racconta una piccola frana, non paragonabile ai lutti di questi giorni. Un evento minore, che dovrebbe essere d’esempio: fossi un maestro elementare, o d’asilo, a veder la frana ci porterei i bambini, magari i futuri geometri e architetti si ricorderanno la lezione.
 

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1 commento

  1. …poi dice che è colpa della Natura. Ma mi faccia il piacere. mi faccia.

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