Pasolini, Cvetaeva, Salò

TM_salo-riprese-ppp Oggi non so come mi è venuto in mente l’ultimo film di Pasolini, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Visto nel 1975, ben 38 anni fa, mi colpì parecchio, più inquietudine profonda che consenso. Ripensato oggi, mi tornano tre scene: il pugno chiuso del giovane militante comunista che sta per essere giustiziato, il matrimonio grottesco tra il vecchio satiro e la giovane preda, e soprattutto la scena durante la quale l’attore Gigi Ballista, uno dei fascisti, verifica con mano se il giovane accanto a lui è pronto, sessualmente pronto; e si compiace del fatto che il ragazzo lo sia, anzi sia sempre pronto. Ecco, questa scena mi ritorna in ragione dei tempi odierni: nei quali si deve essere sempre pronti, ovvero produttivi in ogni momento e luogo, e pronti alla copula, a darsi da fare con turgida potenza. Non so se Pasolini in quella tetra visione pensasse a tanto, ovvero stesse semplicemente praticando il tormento ultimo e finale, la sua terra più desolata. Non lo so: certo, il paragone si adatta a questo nostro tempo di povertà. Come dice la Cvetaeva in Il poeta e il tempo, “La contemporaneità di un poeta non è nel contenuto, ma talvolta è malgrado il contenuto, quasi a suo dispetto”.
 

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2 commenti

  1. Hai ragione, Leandro, staccare ogni tanto, e soprattutto vivere il tutto con un consapevole sorriso. E’ la medicina zen, che affronta il turbino consapevole di poterlo mollare in qualsiasi momento. Anche se il turbine così inteso, va detto, non migliora la qualità del vivere e delle relazioni, semmai la perde, la disperde. Ed è a questo che occorre prestare attenzione, onde evitare che lo “stacco” non risulti semplice pausa, che non cambia la solfa, anzi magari la perpetua. A presto, ciao.

  2. la poesia, come la musica, vive del significato che le dà il lettore e trascende la visione dell’artista. si claudio, è un mondo in cui bisogna essere pronti. ma davvero abbiamo bisogno di stare sempre connessi a questo mondo e alle sue regole? il segreto, secondo me, è staccare ogni tanto o viverlo con distacco e con un consapevole sorriso 🙂

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